sabato 10 settembre 2011
Malleus Maleficarum,il martello delle streghe-Introduzione-
Il libro, pubblicato nel 1489 in Germania, fu scritto da due domenicani tedeschi, tali Jacob Sprenger e Heinrich Kramer, su incarico diretto del Papa Innocenzo VIII che nella sua bolla Summis Desiderantes Affectibus (1484), preoccupatissimo del proliferare di streghe e stregoni in Germania, si diceva deciso a sferrare un duro attacco a satana.
Il Malleus Maleficarum consentì agli inquisitori di staccare completamente e definitivamente la spina dai loro cervelli poiché in esso trovarono da un lato l’avallo della massima autorità religiosa e dall’altro spiegato passo passo cosa fare in ogni circostanza.
Gli effetti furono devastanti, iniziò infatti un periodo nel quale la caccia alle streghe divenne psicosi collettiva. La follia dilagò e i roghi da singoli si trasformarono in roghi di massa.
Nel Malleus Maleficarum viene spiegato innanzitutto che la donna, a causa della sua inferiorità, è più incline rispetto all’uomo ad essere ingannata da satana; cosa che giustifica il fatto che ci siano più streghe che stregoni. Per questo i due autori, che il Papa considerava suoi figli diletti e campioni nella lotta alle streghe, ringraziano Dio per averli fatti nascere uomini.
Morbosamente ricca di particolari è la descrizione dei rapporti sessuali che le streghe intrattengono con satana, assurda e ridicola quella dei loro poteri; cose del tipo cometrasformarsi in una mosca o un in topo o volare sul manico di una scopa e sulle quali credo non valga proprio la pena dilungarsi.
Rivelatrici sono invece le descrizioni dei malefici che esse sono capaci di compiere: provocare malattie, aborti, carestie, alluvioni, ecc.. Alla strega, ed al suo amante, il diavolo, vengono addebitati cioè tutti i mali del mondo. Ancor più emblematica, in chiave sessuofobica, è l’accusa di provocare l’infertilità maschile.
Celso
Tra i più importanti polemisti della resistenza pagana al cristianesimo, Celso visse verso la fine del II secolo.
Sappiamo molto poco sulla sua vita: è vissuto durante il regno di Marco Aurelio, la sua attività letteraria si può collocare tra il 175 e il 180, e ha scritto Alethes lògos contro la religione cristiana. È uno dei diversi scrittori chiamati Celso che apparvero come oppositori del cristianesimo nel II secolo; probabilmente è lui il Celso amico di Luciano si Samosata, nonostante alcuni dissentano, poiché l'amico di Luciano era un Epicureo, mentre l'autore della Vera Dottrina si definisce platonico.
Celso scrisse la sua opera come un pamphlet contro i cristiani nel 178 circa. La divise in due sezioni, una in cui obiezioni vengono messe in bocca ad un immaginario interlocutore ebreo, e l'altra in cui Celso parla da filosofo pagano quale in effetti era. Celso ridicolizza in particolare i cristiani in quanto sacrificavano ad una fede cieca l'uso della ragione. Circa sessant'anni dopo la pubblicazione, il libro scritto da Celso ispirò una massiccia opera intesa alla sua confutazione composta da Origene nel Contra Celsum, che è divenuta la principale fonte di informazioni su Celso, il quale venne in seguito condannato insieme ad altri critici del cristianesimo come Porfireo, e ciò che ha consentito di ricostruire parzialmente l'unico suo testo di cui si abbia notizia.
Ad un certo punto si parla della “madre di Gesù, scacciata dall’artigiano che l’aveva maritata, accusata di adulterio, messa incinta da un certo soldato di nome Panthera” (Contra Celsum, I, 32)
“Spinto dalla miseria andò in Egitto a lavorare a mercede, ed avendo quindi appreso alcune di quelle discipline occulte per cui gli Egizi son celebri, tornò dai suoi tutto fiero per le arti apprese, e si proclamò da solo Dio a motivo di esse” (Ivi, I, 28)
“Gesù raccolse attorno a sé dieci o undici uomini sciagurati, i peggiori dei pubblicani e dei marinai, e con loro se la svignava qua e là, vergognosamente e sordidamente raccattando provviste” (Ivi, I, 62)
« Colui al quale avete dato il nome di Gesù in realtà non era che il capo di una banda di briganti i cui miracoli che gli attribuite non erano che manifestazioni operate secondo la magia e i trucchi esoterici. La verità è che tutti questi pretesi fatti non sono che dei miti che voi stessi avete fabbricato senza pertanto riuscire a dare alle vostre menzogne una tinta di credibilità. È noto a tutti che ciò che avete scritto è il risultato di continui rimaneggiamenti fatti in seguito alle critiche che vi venivano portate »
(Celso, Contro i Cristiani, traduzione, premessa e note di Rizzo S., Biblioteca Universale Rizzoli, 1989)
IL battesimo
Nel 418 d.C. la chiesa cattolica decise che ogni bambino è un essere demoniaco in quanto risultato di un atto sessuale perciò è automaticamente destinato alla dannazione se non viene battezzato.
Durante il battesimo cattolico,il prete si rivolge al bambino dicendo:"Ti esorcizzo,spirito immondo....maledetto dannato....o diavolo maledetto,riconosci la tua sentenza."
L'esorcismo viene eufemisticamente definito" uno strumento per rimuovere ciò che,a causa del peccato originale e del e del potere di Satana sulla natura,ostacola la grazia."(E' la vecchia formula battesimale,dal 1970 se ne usa un'altra).
Quindi le religioni pagane,rispetto al cristianesimo,erano più gentili verso i bambini e le loro madri,però spesso i teologo cristiani si son ritrovati costretti a dover spiegare l'apparente crudeltà di Dio quando permette che bambini non battezzati muoiano,condannandoli così ancor prima di aver avuto una possibilità di salvezza.
Nel sedicesimo e diciassettesimo secolo gli uomini di chiesa sostenevano che la crudeltà di Dio era perfettamente giusta.
Il gesuita Martin Del Rio ha detto:"come se fosse una cosa di cui stupirsi.Dio permette che i bambini muoiano prima di venire battezzati per evitare che più tardi commettano quei peccati che renderebbero la loro dannazione ancora più dura.
Perciò Dio non è né crudele né ingiusto,dato che,per il solo peccato originale,i bambini meritano di morire".
P.S.
Insomma,che dire,questa è gente davvero malata di mente e che non conosce neanche le "Sacre scritture".
Nel vangelo di Marco Gesù disse molto chiaramente:
16:16
Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo.
Poi nella Bibbia non c'è assolutamente traccia del peccato originale.
Quindi un ennesima invenzione del clero cattolico per aver sempre più adepti alla loro setta criminale.
IL silenzio degli scrittori contemporanei
Una prova del fatto che il Cristo del cristianesimo è una figura mitica e non storica è il silenzio degli scrittori contemporanei e immediatamente successivi al tempo in cui si presume abbia vissuto Gesù.
La lista seguente comprende una serie di scrittori che hanno vissuto e scritto nel tempo o al massimo nel secolo successivo ,in cui si presume Gesù abbia vissuto e fatto miracoli:
Marco Anneo Lucano,Silio Italico,Claudio Tolomeo,Valerio Massimo,Tito Petronio Arbitro,Marco Valleio Petercolo,Teone di Smirna,Plutarco, Apollonio,Publio Cornelio Tacito,Flegonte di Tralles,Filone di Alessandria,Flavio Giuseppe,Lucio Anneo Seneca,Gavio Svetonio Tranquillo,Marco Fabio Quintilliano,Plinio il Vecchio.
I libri pervenuti a noi degli autori appena menzionati(vedi prima parte)sono abbastanza da formare una un'intera biblioteca,tuttavia in tutti questi libri ebraici e pagani,a parte due passaggi contraffatti nelle opere di un autore ebraico e due passaggi controversi nelle opere di uno scrittore romano,non esiste alcun riferimento a Gesù Cristo.
Filone di Alessandria nacque prima dell'inizio dell'era di Cristo e morì molto dopo la presunta morte di Cristo,e scrisse un resoconto sugli ebrei che trattava di tutto il periodo in cui si presume Cristo abbia vissuto.
Filone viveva a Gerusalemme(o lì vicino)quando è avvenuta la miracolosa nascita di Gesù e il massacro ordinato da Erode,era li quando Cristo ha fatto la sua entrata trionfale a Gerusalemme.
Filone viveva lì quando Gesù fu crocifisso e ci fu il conseguente terremoto e il cielo si oscurò in modo innaturale,ed era lì quando Cristo stesso resuscitò dal regno dei morti e davanti a molto testimoni ascese in cielo.
Ma, ammettendo siano veramente accaduti questi eventi soprannaturali che avrebbero dovuto riempire il mondo di meraviglia,Filone non ne sapeva niente.
E' stato proprio Filone a sviluppare la dottrina del Logos,o del verbo ma benché il Verbo incarnato(Gesù) vivesse dove proprio viveva lui e si fosse rivelato ad una moltitudine di persone dimostrando i suoi poteri divini,Filone non l'ha mai visto.
Flavio Giuseppe,il famoso storico ebraico,nacque in Giudea nel 37 d.C.,e visse allo stesso tempo degli apostoli di Gesù.
Per un po' di tempo fu governatore della Galilea,la provincia in cui Cristo visse e insegnò;egli viaggiò anche in ogni luogo di quella provincia e visitò i posti dove solo una generazione prima Cristo aveva fatti i suoi miracoli,e abitò anche a Cana dove si dice Gesù abbia fatto il suo primo miracolo.
Bene,Flavio Giuseppe nei suoi scritti menziona ogni piccolo evento accaduto durante i primi settantanni dell'era cristiana,ma evidentemente Cristo era così poco importante e le sue azioni così insignificante da non meritare nemmeno una riga scritta.
Giusto di Tiberiate nacque nella stessa provincia di Cristo,la Galilea,e scrisse un libro storico che copre tutto il periodo in cui si suppone abbia vissuto Cristo.
Quest'opera è andata distrutta ,ma Fozio,uno studioso e critico cristiano del nono secolo che la conosceva scrive:
"Giusto non fa il minimo accenno all'apparizione di Cristo,di quello che gli è successo e di tutte le cose meravigliose che ha fatto"
La Giudea,lì dove miracolosamente iniziò e finì la carriera terrena di Cristo era una provincia romana,e tutta la Palestina è intimamente collegata alla storia di Roma,eppure i documenti romani dell'epoca non fanno menzione di Cristo e delle sue gesta.
Anche gli scrittori Greci e Alessandrini che non vivevano molto lontani dalla Palestina ed erano a conoscenza di ciò che accadeva lì,non parlano mai del Cristo.
Per quanto riguarda Flavio Giuseppe,bisogna comunque ricordare la sua opera più famosa,scritta alla fine del primo secolo,Antichità Giudaiche,che narra la storia del suo popolo dagli albori fino alla sua epoca e contenente,nelle versioni moderne,il seguente passaggio:
ORA A QUEL TEMPO C'ERA GESU',UN UOMO SAGGIO,SE è LECITO CHIAMARLO UOMO,POICHE' EGLI COMPIVA AZIONI MIRACOLOSE,UN MAESTRO DA CUI IL POPOLO RICEVEVA LA VERITA' CON GRANDE PIACERE.
EGLI ATTIRO' A SE MOLTI EBREI E NON EBREI.
EGLI ERA IL CRISTO E QUANDO PILATO,SU SUGGERIMENTO DEGLI UOMINI PIù IMPORTANTI TRA NOI,LO CONDANNO' A MORIRE SULLA CROCE,COLORO CHE L'AVEVANO AMATO DALL'INIZIO NON LO ABBANDONARONO:PERCHE' EGLI APPARVE LORO DI NUOVO AL TERZO GIORNO IL CHE ERA STATO PREDETTO,INSIEME AD ALTRI SUOI 10.000 PRODIGI,DAI PROFETI DIVINI.
LA TRIBU' DEI CRISTIANI,CHE DA LUI PRENDE IL NOME ESISTE ANCORA OGGI(LIBRO XVIII CAPITOLO III,SEC.3).
Per quasi 600 anni i cristiani hanno citato questo passaggio come prova non solo dell'esistenza storica di Gesù ma anche della sua divinità,tuttavia cosa più falsa non è mai stata scritta.
Il linguaggio di questo branoè profondamente cristiano ogni parola è stata palesemente scritta da uno scrittore cristiano.
"se è lecito chiamarlo uomo";"Egli era il Cristo";"Egli apparve loro di nuovo al terzo giorno,il che era stato predetto ,insieme al altri suoi diecimila prodigi,dai profeti divini".
Queste sono parole di un cristiano scritte da qualcuno che crede nella divinità di Cristo.
Flavio Giuseppe era un ebreo,un devoto credente ebraico,l'ultimo uomo sulla terra che avrebbe riconosciuto la divinità di Gesù.
L'inconsistenza di questa prova venne subito scoperta e Ambrogio,che scrisse nella generazione successiva alla prima apparizione di questa testimonianza(360 d.C.)da la seguente spiegazione teologica:
"Se gli ebrei non credono a noi permettiamogli almeno di credere ai propri scrittori.
Flavio Giuseppe da loro considerato un grande uomo ha detto questo e ha detto la verità in questo modo;e la sua mente era così lontana dalla giusta via che egli non era nemmeno un credente come diceva lui stesso;però ha parlato comunque in questo modo per tramandare la verità storica perché pensava che non sarebbe stato giusto ingannare anche se non era un credente solo a causa della durezza del suo cuore,e del suo perfido intento".
La brevità attribuita al brano di Flavio Giuseppe dimostra che si tratta di un falso,infatti gli scritti di Flavio Giuseppe erano lunghi e approfonditi:egli scrisse 20 libri,dedicando pagine intere a ladruncoli insignificanti e oscuri leader sovversivi.
Quasi 40 capitolo sono dedicati alla vita di un singolo re e tuttavia questo uomo importantissimo,il migliore fra tutti,un essere del quale i profeti hanno predetto un infinità di cose meravigliose,un essere più grande di qualsiasi altro re terreno,vieni liquidato in non più di una dozzina di righe.
Avignone VS Odifreddi
La lista seguente comprende una serie di scrittori che hanno vissuto e scritto nel tempo o al massimo nel secolo successivo ,in cui si presume Gesù abbia vissuto e fatto miracoli:
Marco Anneo Lucano,Silio Italico,Claudio Tolomeo,Valerio Massimo,Tito Petronio Arbitro,Marco Valleio Petercolo,Teone di Smirna,Plutarco, Apollonio,Publio Cornelio Tacito,Flegonte di Tralles,Filone di Alessandria,Flavio Giuseppe,Lucio Anneo Seneca,Gavio Svetonio Tranquillo,Marco Fabio Quintilliano,Plinio il Vecchio.
I libri pervenuti a noi degli autori appena menzionati(vedi prima parte)sono abbastanza da formare una un'intera biblioteca,tuttavia in tutti questi libri ebraici e pagani,a parte due passaggi contraffatti nelle opere di un autore ebraico e due passaggi controversi nelle opere di uno scrittore romano,non esiste alcun riferimento a Gesù Cristo.
Filone di Alessandria nacque prima dell'inizio dell'era di Cristo e morì molto dopo la presunta morte di Cristo,e scrisse un resoconto sugli ebrei che trattava di tutto il periodo in cui si presume Cristo abbia vissuto.
Filone viveva a Gerusalemme(o lì vicino)quando è avvenuta la miracolosa nascita di Gesù e il massacro ordinato da Erode,era li quando Cristo ha fatto la sua entrata trionfale a Gerusalemme.
Filone viveva lì quando Gesù fu crocifisso e ci fu il conseguente terremoto e il cielo si oscurò in modo innaturale,ed era lì quando Cristo stesso resuscitò dal regno dei morti e davanti a molto testimoni ascese in cielo.
Ma, ammettendo siano veramente accaduti questi eventi soprannaturali che avrebbero dovuto riempire il mondo di meraviglia,Filone non ne sapeva niente.
E' stato proprio Filone a sviluppare la dottrina del Logos,o del verbo ma benché il Verbo incarnato(Gesù) vivesse dove proprio viveva lui e si fosse rivelato ad una moltitudine di persone dimostrando i suoi poteri divini,Filone non l'ha mai visto.
Flavio Giuseppe,il famoso storico ebraico,nacque in Giudea nel 37 d.C.,e visse allo stesso tempo degli apostoli di Gesù.
Per un po' di tempo fu governatore della Galilea,la provincia in cui Cristo visse e insegnò;egli viaggiò anche in ogni luogo di quella provincia e visitò i posti dove solo una generazione prima Cristo aveva fatti i suoi miracoli,e abitò anche a Cana dove si dice Gesù abbia fatto il suo primo miracolo.
Bene,Flavio Giuseppe nei suoi scritti menziona ogni piccolo evento accaduto durante i primi settantanni dell'era cristiana,ma evidentemente Cristo era così poco importante e le sue azioni così insignificante da non meritare nemmeno una riga scritta.
Giusto di Tiberiate nacque nella stessa provincia di Cristo,la Galilea,e scrisse un libro storico che copre tutto il periodo in cui si suppone abbia vissuto Cristo.
Quest'opera è andata distrutta ,ma Fozio,uno studioso e critico cristiano del nono secolo che la conosceva scrive:
"Giusto non fa il minimo accenno all'apparizione di Cristo,di quello che gli è successo e di tutte le cose meravigliose che ha fatto"
La Giudea,lì dove miracolosamente iniziò e finì la carriera terrena di Cristo era una provincia romana,e tutta la Palestina è intimamente collegata alla storia di Roma,eppure i documenti romani dell'epoca non fanno menzione di Cristo e delle sue gesta.
Anche gli scrittori Greci e Alessandrini che non vivevano molto lontani dalla Palestina ed erano a conoscenza di ciò che accadeva lì,non parlano mai del Cristo.
Per quanto riguarda Flavio Giuseppe,bisogna comunque ricordare la sua opera più famosa,scritta alla fine del primo secolo,Antichità Giudaiche,che narra la storia del suo popolo dagli albori fino alla sua epoca e contenente,nelle versioni moderne,il seguente passaggio:
ORA A QUEL TEMPO C'ERA GESU',UN UOMO SAGGIO,SE è LECITO CHIAMARLO UOMO,POICHE' EGLI COMPIVA AZIONI MIRACOLOSE,UN MAESTRO DA CUI IL POPOLO RICEVEVA LA VERITA' CON GRANDE PIACERE.
EGLI ATTIRO' A SE MOLTI EBREI E NON EBREI.
EGLI ERA IL CRISTO E QUANDO PILATO,SU SUGGERIMENTO DEGLI UOMINI PIù IMPORTANTI TRA NOI,LO CONDANNO' A MORIRE SULLA CROCE,COLORO CHE L'AVEVANO AMATO DALL'INIZIO NON LO ABBANDONARONO:PERCHE' EGLI APPARVE LORO DI NUOVO AL TERZO GIORNO IL CHE ERA STATO PREDETTO,INSIEME AD ALTRI SUOI 10.000 PRODIGI,DAI PROFETI DIVINI.
LA TRIBU' DEI CRISTIANI,CHE DA LUI PRENDE IL NOME ESISTE ANCORA OGGI(LIBRO XVIII CAPITOLO III,SEC.3).
Per quasi 600 anni i cristiani hanno citato questo passaggio come prova non solo dell'esistenza storica di Gesù ma anche della sua divinità,tuttavia cosa più falsa non è mai stata scritta.
Il linguaggio di questo branoè profondamente cristiano ogni parola è stata palesemente scritta da uno scrittore cristiano.
"se è lecito chiamarlo uomo";"Egli era il Cristo";"Egli apparve loro di nuovo al terzo giorno,il che era stato predetto ,insieme al altri suoi diecimila prodigi,dai profeti divini".
Queste sono parole di un cristiano scritte da qualcuno che crede nella divinità di Cristo.
Flavio Giuseppe era un ebreo,un devoto credente ebraico,l'ultimo uomo sulla terra che avrebbe riconosciuto la divinità di Gesù.
L'inconsistenza di questa prova venne subito scoperta e Ambrogio,che scrisse nella generazione successiva alla prima apparizione di questa testimonianza(360 d.C.)da la seguente spiegazione teologica:
"Se gli ebrei non credono a noi permettiamogli almeno di credere ai propri scrittori.
Flavio Giuseppe da loro considerato un grande uomo ha detto questo e ha detto la verità in questo modo;e la sua mente era così lontana dalla giusta via che egli non era nemmeno un credente come diceva lui stesso;però ha parlato comunque in questo modo per tramandare la verità storica perché pensava che non sarebbe stato giusto ingannare anche se non era un credente solo a causa della durezza del suo cuore,e del suo perfido intento".
La brevità attribuita al brano di Flavio Giuseppe dimostra che si tratta di un falso,infatti gli scritti di Flavio Giuseppe erano lunghi e approfonditi:egli scrisse 20 libri,dedicando pagine intere a ladruncoli insignificanti e oscuri leader sovversivi.
Quasi 40 capitolo sono dedicati alla vita di un singolo re e tuttavia questo uomo importantissimo,il migliore fra tutti,un essere del quale i profeti hanno predetto un infinità di cose meravigliose,un essere più grande di qualsiasi altro re terreno,vieni liquidato in non più di una dozzina di righe.
Avignone VS Odifreddi
venerdì 9 settembre 2011
Mutilazione genitale
Sono almeno 135 milioni, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, le ragazze e le bambine che hanno subito mutilazioni sessuali e ogni anno se ne aggiungono altri due milioni. Le MGF sono praticate soprattutto in Africa e in alcuni paesi del Medio Oriente (Egitto, Yemen Emirati Arabi). Vi sono anche casi di mutilazioni in alcune parti dell'Asia, nelle Americhe e in Europa - compresa l'Italia - all'interno delle comunità di immigrati.
Cosa sono le Mutilazioni Genitali.
Esistono tre tipi di mutilazioni genitali: la clitoridectomia in cui viene tolta tutta, o parte della clitoride; l'escissione che consiste nella asportazione della clitoride e delle piccole labbra; l'infibulazione, la forma più estrema, che prevede oltre alla clitoridectomia e all'escissione, anche il raschiamento delle grandi labbra che vengono poi fatte aderire e tenute assieme, così che, una volta cicatrizzate, ricoprano completamente l'apertura della vagina, a parte un piccolo orifizio che servirà a far defluire l'urina e il sangue mestruale.
Il tipo di mutilazione, l'età delle vittime e le modalità dipendono da molti fattori tra cui il gruppo etnico di appartenenza, il paese e la zona (rurale o urbana) in cui le ragazze vivono. Nel Tigrai la mutilazione viene praticata sette giorni dopo la nascita, in altre zone alla prima gravidanza, ma nella maggior parte dei casi l'età è compresa tra i quattro e gli otto anni.
La pratica
"..Subii la mutilazione quando avevo 10 anni. Mia nonna mi disse che mi portavano al fiume per una cerimonia particolare e che dopo avrei ricevuto molto cibo da mangiare. Ero una bambina innocente e fui condotta, come una pecora, al massacro.
Entrate nella boscaglia fui condotta in una casupola buia, e spogliata. Fui bendata e denudata completamente. Due donne mi trascinarono nel luogo dell'operazione. Fui costretta a sdraiarmi sulla schiena da quattro donne robuste, due mi afferrarono saldamente ciascuna gamba. Un'altra si sedette sul mio petto per impedire che la parte superiore del mio corpo si muovesse. Mi ficcarono a forza un pezzo di stoffa in bocca per impedirmi di urlare. Poi fui rasata.
Quando l'operazione iniziò, cominciai a lottare. Il dolore era terribile ed insopportabile. Mentre mi divincolavo fui mutilata malamente e persi molto sangue. Tutte quelle che prendevano parte all'operazione erano mezze ubriache. Altre danzavano e cantavano [...].Fui mutilata con un temperino spuntato.
Hannah Koroma, Coordinamento Donne della sezione ghanese di Amnesty International
Per la mutilazione vengono anche usati vetri rotti, coperchi di lattine, forbici, rasoi o altri oggetti taglienti. Se ha luogo l'infibulazione, per assicurare l'aderenza delle grandi labbra vengono usate spine di acacia o fili di crine e poi le gambe sono tenute legate fra loro per un periodo di quaranta giorni. Per favorire la cicatrizzazione sulla ferita viene applicata una pasta a base di erbe, latte, uova, cenere e sterco.
Le conseguenze fisiche
La mutilazione causa intenso dolore, provoca shock ed emorragie post-operatorie che possono portare a morte le bambine. Vi possono essere inoltre danni permanenti agli organi vicini, ascessi e tumori benigni ai nervi che innervavano la clitoride. L'uso di strumenti non sterilizzati, di spine di acacia e di crini provoca infezioni, e può essere veicolo di trasmissione di HIV.
Nel caso dell'infibulazione le complicanze sono più gravi. Infatti, a lungo andare la ritenzione di urina sviluppa infezioni che possono interessare sia il tratto urinario e i reni che la vagina. Il ristagno del flusso mestruale può provocare infezioni a carico all'apparato riproduttivo che possono portare alla sterilità. Quando le ragazze diverranno adulte il loro primo rapporto sessuale è molto doloroso e spesso si rende necessario praticare un taglio alle grandi labbra prima del rapporto sessuale. E così pure prima del parto, altrimenti il bambino non potrebbe uscire. Dopo il parto le donne sono spesso infibulate di nuovo. L'allargamento e il restringimento dell'apertura vaginale ad ogni parto crea aderenze dolorose e cicatrici estese a tutta l'area genitale.
Le conseguenze psicologiche
Gli effetti psicologici delle mutilazioni sono più difficili da studiare di quelli fisici. Tutte le testimonianze raccolte parlano di ansia, terrore, senso di umiliazione e di tradimento, che possono avere effetti a lungo termine. Alcuni esperti suggeriscono che lo shock e il trauma della operazione possono contribuire a rendere le donne "più calme" e "docili", qualità molte apprezzate nelle società che praticano le mutilazioni genitali.
Le motivazioni della pratica
I motivi che portano a praticare le mutilazioni sessuali possono suddividersi in cinque gruppi principali.
Identità culturale: in alcune società, la mutilazione stabilisce chi fa parte del gruppo sociale e la sua pratica viene mantenuta per salvaguardare l'identità culturale del gruppo.
Identità sessuale: la mutilazione viene ritenuta necessaria perché una ragazza diventi una donna completa. La rimozione della clitoride e delle piccole labbra - "parte maschile" del corpo della donna - sono indispensabili per esaltare la femminilità, spesso sinonimo di docilità ed obbedienza.
Controllo della sessualità: in molte società vi è la convinzione che le mutilazioni riducano il desiderio della donna per il sesso, riducendo quindi il rischio di rapporti sessuali al di fuori del matrimonio. Non si ritiene possibile che una donna non mutilata si mantenga fedele per propria scelta. Nella pratica, le mutilazioni sessuali riducono la sensibilità, ma non il desiderio, che dipende dalla psiche.
Credenze sull'igiene, estetica e salute: le ragioni igieniche portano a ritenere che i genitali femminili esterni siano "sporchi". In alcune culture si pensa che i genitali possano continuare a crescere fino ad arrivare a "pendere" tra le gambe, se la clitoride non viene recisa. Alcuni gruppi credono che il contatto della clitoride con il pene di un uomo ne causerebbe la morte; altri che se la clitoride toccasse la testa del neonato, durante il parto, esso morirebbe.
Religione: la pratica delle mutilazioni genitali femminili è antecedente all'Islam e la maggior parte dei mussulmani non la usano. Tuttavia nel corso dei secoli questa consuetudine ha acquisito una dimensione religiosa e le popolazioni di fede islamica che la applicano adducano come motivo la religione. Il Corano non parla delle mutilazioni, esistono solo alcuni hadith (detti attribuiti al Profeta) che ne fanno cenno. In un di essi si racconta che Maometto vedendo praticare una escissione abbia detto alla donna che la praticava: "Quando incidi non esagerare, così facendo il suo viso sarà splendente e il marito sarà estasiato". A conti fatti le mutilazione genitali vengono praticate anche da cattolici, protestanti, animisti, copti e falasha (ebrei etiopi) nei vari paesi interessati.
La legislazione internazionale
Gli sforzi internazionali per sradicare la mutilazione genitale femminile hanno una lunga storia, ma è solo in questo secolo, grazie anche alla crescente pressione delle organizzazioni femminili africane, che si sono raggiunti risultati concreti. La Commissione sui Diritti Umani delle Nazioni Unite sollevò il problema delle mutilazioni genitali femminili nel 1952 e questa questione fu a lungo oggetto di studi e di dibattito. Finalmente nel 1984 l'ONU creò a Dakar, un "Comitato interafricano sulle pratiche tradizionali pregiudizievoli per la salute delle donne e dei bambini" (IAC) per coordinare le attività delle organizzazioni non governative(ONG) africane. L'obiettivo principale dello IAC era dar vita a campagne di sensibilizzazione e formazione per attivisti locali, levatrici e membri autorevoli delle comunità locali. A partire dagli anni '90 le mutilazioni genitali femminili vennero riconosciute dalla comunità internazionale come una grave violazione dei diritti delle donne e delle bambine. Nella Dichiarazione sulla violenza contro le donne del 1993, le MGF vennero dichiarate una forma di violenza nei confronti della donna e nel 1994 la collaborazione tra le agenzie dell'ONU e le ONG portò al varo di un Piano di azione per eliminare le pratiche tradizionali pregiudizievoli per la salute della donna e delle bambine. Questa intenzione venne poi riaffermata con la Conferenza di Pechino nel 1995. Nel settembre 1997 lo IAC tenne un convegno per giuristi nella sede dell'Organizzazione per l'Unità Africana (OUA) ad Addis Abeba che elaborò la Carta di Addis Abeba, un documento che chiede a tutti i governi africani di adoperarsi per eradicare (o drasticamente ridurre) le mutilazioni genitali femminili entro il 2005.
Scheda a cura del Coordinamento Donne e del Coordinamento Minori di Amnesty International.
Pubblicato da
Perché non possiamo essere cattolici
alle
venerdì, settembre 09, 2011
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Figlie dell'islam-Asmaa 2°parte-
Dalia Mootaz,l'amica che ha accompagnato Asmaa,ha trent'anni è laureata in diritto e conduce un progetto che tenta si sradicare questa tradizione dai villaggi egiziani .
Mi assicura che il dato è confermato (97%),ma la battaglia iniziata venticinque anni fa,cominia a dare i primi frutti.Le cose stanno cambiando e nelle grandi città come il Cairo o Alessandria,"solo"il 30% delle bambine viene ancora sottoposta all'escissione.
Continua Dalia...."Anche le madri dei ragazzi fanno la loro parte....chiedono ai figli di verificare prima di sposarsi,che le fidanzate siano state escisse secondo le regole".
Dopo avere visto in televisione un programma che denunciava queste pratiche,Asmaa ha chiesto spiegazioni alla madre:
"Ha cercato di convincermi dicendo che era necessario per rendere le ragazze docili e riservate"
Il padre invece non si pronunciava:"E' roba da donne,ma un giorno avrai una figlia e se non glielo farai fare vedremo se diventerà una ragazza onesta.Allora ne riparleremo"ha sentenziato lui alla fine.
Asmaa oggi si batte nella sua regione per convincere le famiglie a rinunciare a quest'usanza.Nel suo stesso villaggio la battaglia all'inizio è stata difficile e sopratutto le donne si sono schierate contro di lei.
"Mia madre dopo quattro anni ha ammesso di aver sbagliato".Poco a poco ha convinto le sue coetanee e persino molti uomini.Non sanno niente del corpo femminile....quando insistono per sposare donne escisse,ignorano il fatto che si uniranno a donne incapaci di provare piacere".
Asmaa confessa di non aver mai fatto l'amore,e di non conoscere il piacere.Si domanda cosa succederà se mai un giorno dovesse sposarsi."sento di non essere completa.Ma se un giorno dovessi sposarmi,lo farei scrivere nel contratto di matrimonio:mio marito non potrà mai pretendere che le sue figlie vengano circoncise".
Sull'amore dice semplicemente:"E' come se provassi il desiderio nella testa e non tra le gambe.Poi ho paura,come tutte le donne mutilate:dato che sono frigida,temo che mio marito alla fine andrà a cercare una donna che non lo è".
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Perché non possiamo essere cattolici
alle
venerdì, settembre 09, 2011
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Figlie dell'islam-Asmaa 1°parte-
IL MARTIRIO DI ASMAA.
E' già notte quando in un angolo del giardino del Marriott incontro Asmaa.
Asmaa è una ragazza di venticinque anni,alta e snella,con un invidiabile carnagione olivastra e un viso minuto ed elegante con occhi nocciola e naso piccolo.
Dalia,che parla inglese gli traduce le mie domande e Asmaa risponde in arabo.
"Ti ricordi quel giorno?Non è stato il giorno più nero della tua vita?"
"vuoi dire il giorno più rosso della mai vita"ribatte Asmaa senza sorridere."non ho mai visto tanto sangue"
"Avevo 4 anni quando una mattina mi presero insieme ad un altra dozzina di bambine del villaggio e ci portarono da una mammana."
Nessuno ci aveva avvertito di quello che ci attendeva.Ma siccome ero la decima,capii che mi aspettava qualcosa mdi terribile:sentivo le grida atroci delle bambine che mi avevano preceduta.Quando venne il mio turno ero terrorizzata,ci vollero tre donne per tenermi e per farmi stendere a terra,mi allargarono le gambe a forza,poi arrivò la mammana con una lama di rasoio e cominciò a tagliarmi il clitoride.
Sapevo delle mutilazioni genitali,ovviamente;avevo letto alcuni rapporti di organizzazioni internazionali che denunciavano la persistenza di questa tradizione e che descrivevano le procedure.
La meno traumatica è la circoncisione,cioè la rimozione del prepuzio clitorideo,mentre altre vere e proprie ferite permanenti:l'escissione,ov vero la recisione del clitoride e delle labbra e la chiusura quasi totale della vagina.
Chi avrebbe pensato che in Egitto l'hanno subita milioni di donne?
Che ogni anno decine di migliaia di bambine vengono ancora sottoposte a questa odiosa tortura?
Dice Asmaa"devo ritenermi fortunata perché non ha utilizzato un coccio di bottiglia,come fanno tante altre"
"Ho urlato per il dolore insopportabile per il sangue che scorreva a fiumi.Ne perdevo tantissimo e le donne,per chiudere la ferita hanno usato un pugno di erbe.
Certe volte usano ceneri calde o i fondi del caffè.Ho sanguinato per due giorni e per settimane quando andavo in bagno avevo delle fitte tremende.
Tre delle donne che mi hanno mutilata sono morte,la quarta è ancora viva.Non sono mai riuscita a guardarle negli occhi,le odiavo troppo.Almeno non ho contratto infezioni .Ma spesso le bambine muoiono"
La mutilazione genitale è un argomento tabù in Egitto:le vittime si sentono umiliate,si vergognano,e rimangono n silenzio.
"Mi piacerebbe sapere cosa ne è stato di quel pezzetto della mia carne"mormora poi,come se parlasse di una parte di se morta ancor prima che iniziasse la vita.Una ricchezza che le apparteneva e che le è stata strappata,di cui sentirà per sempre la mancanza.
"Di solito avvolgono i clitoridi asportati in un fazzoletto di stoffa bianca e li sotterrano sulle rive del Nilo,perché il fiume è un simbolo di fertilità.
Asmaa è originaria di un villaggio di 5000 abitanti nella ragione di Assuan,nel sud dell'Egitto:Naga Wannass.Il il padre era un contadino e la madre stava in casa.Tutte le sue quattro sorelle sono state mutilate,come pure tutte le donne della sua famiglia e tutte quelle del villaggio.
E' una pratica diffusa in 28 paesi ,principalmente in Africa,ma anche in Medio Oriente e in Asia.
Le organizzazioni internazionali riferiscono che tra 100 e 140 milioni di vittime vengono mutilate ogni anno.
In Egitto stando ai dati dell'Unicef,il 97%delle donne tra i quindici e i quarantanove anni ha subito l'escissione o l'infibulazione.
Esistono molti pretesti per giustificare una pratica che in Egitto risale a migliaia di anni fa.
Al tempo dei faraoni le bambine venivano escisse e l'orifizio vaginale veniva chiuso;ancora oggi questo sistema radicale di mutilazione si chiama "faraonico".Già all'epoca si trattava di garantire la verginità delle ragazze fino al giorno del loro matrimonio,quando le sventurate venivano letteralmente "aperte",a volte con la punta di un coltello,per consentire al marito di consumare l'unione.
Uno degli aspetti più sconvolgenti,e più perversi di questo crimine organizzato è che le madri se ne rendano complici.Ne sono state vittime,ma sono disposte a far mutilare le proprie figlie pur di evitare che vengano considerate ragazzacce di facili costumi.
E' già notte quando in un angolo del giardino del Marriott incontro Asmaa.
Asmaa è una ragazza di venticinque anni,alta e snella,con un invidiabile carnagione olivastra e un viso minuto ed elegante con occhi nocciola e naso piccolo.
Dalia,che parla inglese gli traduce le mie domande e Asmaa risponde in arabo.
"Ti ricordi quel giorno?Non è stato il giorno più nero della tua vita?"
"vuoi dire il giorno più rosso della mai vita"ribatte Asmaa senza sorridere."non ho mai visto tanto sangue"
"Avevo 4 anni quando una mattina mi presero insieme ad un altra dozzina di bambine del villaggio e ci portarono da una mammana."
Nessuno ci aveva avvertito di quello che ci attendeva.Ma siccome ero la decima,capii che mi aspettava qualcosa mdi terribile:sentivo le grida atroci delle bambine che mi avevano preceduta.Quando venne il mio turno ero terrorizzata,ci vollero tre donne per tenermi e per farmi stendere a terra,mi allargarono le gambe a forza,poi arrivò la mammana con una lama di rasoio e cominciò a tagliarmi il clitoride.
Sapevo delle mutilazioni genitali,ovviamente;avevo letto alcuni rapporti di organizzazioni internazionali che denunciavano la persistenza di questa tradizione e che descrivevano le procedure.
La meno traumatica è la circoncisione,cioè la rimozione del prepuzio clitorideo,mentre altre vere e proprie ferite permanenti:l'escissione,ov
Chi avrebbe pensato che in Egitto l'hanno subita milioni di donne?
Che ogni anno decine di migliaia di bambine vengono ancora sottoposte a questa odiosa tortura?
Dice Asmaa"devo ritenermi fortunata perché non ha utilizzato un coccio di bottiglia,come fanno tante altre"
"Ho urlato per il dolore insopportabile per il sangue che scorreva a fiumi.Ne perdevo tantissimo e le donne,per chiudere la ferita hanno usato un pugno di erbe.
Certe volte usano ceneri calde o i fondi del caffè.Ho sanguinato per due giorni e per settimane quando andavo in bagno avevo delle fitte tremende.
Tre delle donne che mi hanno mutilata sono morte,la quarta è ancora viva.Non sono mai riuscita a guardarle negli occhi,le odiavo troppo.Almeno non ho contratto infezioni .Ma spesso le bambine muoiono"
La mutilazione genitale è un argomento tabù in Egitto:le vittime si sentono umiliate,si vergognano,e rimangono n silenzio.
"Mi piacerebbe sapere cosa ne è stato di quel pezzetto della mia carne"mormora poi,come se parlasse di una parte di se morta ancor prima che iniziasse la vita.Una ricchezza che le apparteneva e che le è stata strappata,di cui sentirà per sempre la mancanza.
"Di solito avvolgono i clitoridi asportati in un fazzoletto di stoffa bianca e li sotterrano sulle rive del Nilo,perché il fiume è un simbolo di fertilità.
Asmaa è originaria di un villaggio di 5000 abitanti nella ragione di Assuan,nel sud dell'Egitto:Naga Wannass.Il il padre era un contadino e la madre stava in casa.Tutte le sue quattro sorelle sono state mutilate,come pure tutte le donne della sua famiglia e tutte quelle del villaggio.
E' una pratica diffusa in 28 paesi ,principalmente in Africa,ma anche in Medio Oriente e in Asia.
Le organizzazioni internazionali riferiscono che tra 100 e 140 milioni di vittime vengono mutilate ogni anno.
In Egitto stando ai dati dell'Unicef,il 97%delle donne tra i quindici e i quarantanove anni ha subito l'escissione o l'infibulazione.
Esistono molti pretesti per giustificare una pratica che in Egitto risale a migliaia di anni fa.
Al tempo dei faraoni le bambine venivano escisse e l'orifizio vaginale veniva chiuso;ancora oggi questo sistema radicale di mutilazione si chiama "faraonico".Già all'epoca si trattava di garantire la verginità delle ragazze fino al giorno del loro matrimonio,quando le sventurate venivano letteralmente "aperte",a volte con la punta di un coltello,per consentire al marito di consumare l'unione.
Uno degli aspetti più sconvolgenti,e più perversi di questo crimine organizzato è che le madri se ne rendano complici.Ne sono state vittime,ma sono disposte a far mutilare le proprie figlie pur di evitare che vengano considerate ragazzacce di facili costumi.
Pubblicato da
Perché non possiamo essere cattolici
alle
venerdì, settembre 09, 2011
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