sabato 10 settembre 2011

Il Vaticano indeciso sull’Olocausto, i preti erano divisi su Pio XII




22 dicembre 2010
Nuovi cables di Wikileaks filtrati dai sacri palazzi mostrano una sostanziale empasse diplomatica nello schierarsi con decisione sui fatti della Seconda Guerra Mondiale.
Il Vaticano prima firmò un accordo scritto col quale si impegnava ad entrare in una organizzazione internazionale di ricordo e memoria dell’Olocausto, e poi se ne disimpegnò, dati i furiosi dibattiti all’interno della Curia sul ruolo e sul ricordo da dare a Pio XII, il papa della Seconda Guerra Mondiale più volte accusato di collusione con il nazismo e l’antisemitismo.
SAN WIKILEAKS – A mostrare questa verità è ora l’ennesimo cable indirizzato dall’ambasciatore americano presso la Santa Sede al governo centrale di Washington, rintracciato da Wikileaks e pubblicato dal Guardian. In esso, tutte le esitazioni del clero a schierarsi con nettezza dalla parte delle vittime dell’Olocausto: principalmente per colpa della poca chiarezza sul ruolo del pontefice che prima di assurgere alla Cattedra di Pietro era stato Nunzio apostolico aBerlino. Sta di fatto che, dopo aver firmato un impegno scritto in questo senso, “il Vaticano si disimpegnò completamente” dall’intenzione di aderire come osservatore al Task Force for International Cooperation on Holocaust Education, Remembrance, and Research, un network di organizzazioni e stati che voleva promuovere la memoria e la storia della Shoah. Il motivo, spiega il Guardian, non era molto chiaro ai diplomatici americani: due le ipotesi.
La decisione potrebbe essere stata presa del relativamente inesperto nuovo viceministro degli Esteri del Vaticano e, se così, non sarebbe la prima volta che il Vaticano si complica le relazioni internazionali. Ma il Vaticano si starebbe anche ritraendo per colpa delle richieste da parte dell’ITF di declassificare documenti del pontificato della Seconda Guerra Mondiale di Papa Pio XII. Indipendentemente dalla causa, comunque, l’ITF continuerà a ricercare legami più stretti con la santa sede nei mesi a venire.

PIO XII – Insomma: errore grossolano di un giovane diplomatico o intenzione deliberatadella Santa Sede, non importa. Fatto sta che i paesi coinvolti nel network di ricordo e promozione della cultura della lotta all’antisemitismo erano “dispiaciuti” dall’atteggiamento del Vaticano. Tutta colpa di Pio decimo-secondo, di cui il Guardian restituisce un breve ritratto utile alla comprensione della vicenda.
Pio XII è stata una figura controversa: non ha mai pubblicamente denunciato l’olocausto nel 1941 o nel 1942, quando il Vaticano fu per la prima volta informato di quanto si stava verificando. Prima di diventare Papa, servì come Nunzio Apostolico a Berlino. Alcuni gruppi ebraici lo hanno accusato di atteggiamenti antisemiti; i suoi difensori, fra di essi anche molti ebrei, hanno sottolineato che qualsiasi resistenza ulteriore ai nazisti sarebbe potuta essere controproducente, citando l’esempio della chiesa in Olanda, dove la repressione selvaggia e la deportazione di molti ebrei seguì la denuncia delle politiche Naziste dal pulpito.
DOCUMENTI CLASSIFICATI – Dunque la figura del papa di guerra era controversa per gli stessi sacri palazzi, che non sapevano bene come schierarsi, se a favore o contro la declassificazione di documenti riservati sulla sua epoca. La situazione prova ad evolvere sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, deciso a canonizzare il predecessore: ma per farlo, sarebbe stato essenziale un approfondimento sulla sua vita e sulle sue opere. Così, il Papa buono dette l’ordine ad un team di ricercatori di analizzare tutti i documenti del pontificato di Pio XII, in previsione di una loro pubblicazione integrale. Ma fu un breve idillio.
Nel 2002, in parte rispondendo ad una pressione americana, Papa Giovanni Paolo II, che voleva canonizzare il suo predecessore, autorizzò il rilascio di documenti risalenti all’era di ambasciatore in Germania di Pio XII. “La decisione appare essere un tentativo dal Papa per mettere a tacere accuse di anti-semitismo sollevate contro il suo predecessore Pio XII”, scriveva il diplomatico americano; “Potrebbe contare anche il rinnovato interesse del Vaticano nella beatificazione di Pio XII, libera dal peso dello scandalo e della derisione. La decisione da parte di Papa Giovanni Paolo II di dispensare con procedure standard i documenti in questo caso viene dopo anni di affermazioni del Vaticano sul fatto che questo materiale non potesse essere rilasciato, perchè mai propriamente catalogato. La decisione però mostra che qualsiasi cosa il Papa voglia, viene in effetti messo in pratica”. Ma questo non sarebbe rimasto vero per molto tempo. Mentre Papa Giovanni Paolo II affondava nel morbo di Parkinson, che lo avrebbe ucciso nel 2005, il Vaticano nicchiava. Ci sono riferimenti alla scarsità di ricercatori, e quando il tema verrà ripreso nel 2009 ogni speranza di compromesso sarà ormai perduta.

Dunque, secondo gli archivi di Wikileaks, si sarebbe trattato di un insabbiamento in piena regola da parte della Curia Vaticana, decisa a conservare un alone di dubbio su una figura tuttora dibattuta nella storiografia del XX secolo.
Fonte
 http://www.giornalettismo.com/archives/105876/il-vaticano-indeciso-sullolocausto/

Wojtyla,e l'arcivescovo criminale




«Karol Woytila nei suoi lodevoli pellegrinaggi non si stanca mai di
invocare il rispetto dei Diritti dell’Uomo, ma questa posizione implica
innanzitutto, da parte di Roma, di non nascondere la verità, pur triste e
scomoda che sia» scrive Marco Aurelio Rivelli, del genocidio perpetuato
dagli Ustascia di Pavelic, in Croazia tra il 1941 e il 1945, con la copertura
e la partecipazione attiva della Chiesa cattolica croata, e del primate di
Zagabria, l’arcivescovo Stepinac. Quello stesso Stepinac, che chiudendo
gli occhi sulla natura criminale del regime di Pavelic, esaltava i suoi
meriti invitando i fedeli a seguirlo e a obbedirgli, e che oggi viene
beatificato, in oltraggio a quasi un milione di martiri, tra ortodossi, serbi,
ebrei, zingari, per lo più assassinati nel campo di sterminio di Jasenovac
(di cui oggi rimangono poche rovine).
Marco Aurelio Rivelli racconta la storia del genocidio dimenticato, nello
stato libero della Croazia, in un libro che pur scritto in italiano, in quanto
sintesi finale di uno studio conclusosi nel 1978, vede la luce solo oggi e
in lingua francese, presso la casa editrice di Losanna, L’Age d’Homme.
L’editore svizzero, fa capire che Marco Aurelio Rivelli in vent’anni non è
riuscito a pubblicare il suo studio presso un editore italiano, come se una
congiura del silenzio fosse scesa a difendere le omissioni e le
dimenticanze attive del Vaticano e di Pio XII sugli eccidi perpetuati dai
regimi nazi-fascisti nell’Europa della seconda guerra mondiale. Del
Vaticano che, secondo l’autore, ha preferito gridare alla persecuzione
comunista contro i cattolici croati, quando i tribunali della Iugoslavia di
Tito hanno cercato di mettere sotto processo i criminali ustascia e i loro
collaboratori cattolici, sacerdoti e alti prelati, spesso accusati di dirette
responsabilità nell’esecuzione di atti di violenza e di assassinio; ancora
del Vaticano perché ha favorito la fuga del dittatore ustascia, giunto a
Roma nel 1946 e ospite della basilica di San Gerolamo sulla via Cassia,
sotto il nome di Padre Benarez, prima di fuggire in Argentina e poi, dopo
la caduta di Peron, in Cile e definitivamente a Madrid, dove fu ospite fino
alla morte di un convento francescano.
Responsabilità di Pio XII che era perfettamente informato delle
conversioni forzate imposte agli ortodossi, e delle persecuzioni tremende
attuate nei campi di concentramento ustascia e nei due campi di steminio
(Jasenovac e Stara Gradiska, quest’ultimo riservato in particolare alle
donne e ai bambini).
Il massacro dei «nemici di Dio» prende inizio fin dai primi passi della
formazione dello stato indipendente croato quando il 16 aprile 1941 la
splendida sinagoga di Sarajevo, con la sua ricca biblioteca e i suoi archivi
storici viene distrutta dai nazisti e dagli ustascia. Uccisioni violente e
torture cominciarono subito per gli ebrei, con le stesse modalità che
vennero riservate agli ortodossi serbi e agli zingari. Il 26 giugno del 1941,
Ante Pavelic aveva già al suo attivo 180.000 vittime. Anche Mussolini
accorda la sua fiducia al governo ustascia, che un mese prima era giunto a
Roma in delegazione, ricevuto dal re Vittorio Emanuele e
successivamente dal Papa Pio XII. E tuttavia la persecuzione italiana in terra di occupazione ebbe esclusivamente un carattere di lotta antipartigiana. È dimostrato, infatti, che in questo caso, l’esercito italiano non
fu complice delle persecuzioni religiose o delle conversioni forzate ( Non
complice, ma alleato e protettore del governo fascista ustascia!)
La ricca documentazione proposta nel suo studio da Marco Aurelio
Rivelli conduce a una conclusione: il genocidio di quasi il 15-20% della
popolazione dello stato indipendente della Croazia (ebrei, serbi ortodossi
e zingari, circa un milione di vittime) fu perpetuato con l’attiva
collaborazione dei cattolici praticanti e con l’attiva partecipazione di
molti uomini della Chiesa a cui va ascritta anche la forzata conversione di
circa duecentomila ortodossi. Certo, non è questo il primo studio che
denuncia questi orrori: nel lontano 1965, lo storico C. Falconi diede alle
stampe un libro, oggi dimenticato e che pochi, in clima di guerra fredda
riuscirono a leggere: I silenzi di Pio XII (Milano, Sugar). Ma oggi che la
battaglia ideologica sembra finita e che la scommessa più alta è quella
della verità, senza omissioni e silenzi, perché il futuro alberga anche
nell’atto di giustizia che si compie verso le vittime e i carnefici del
passato, la storia di questo libro di Crivelli ci sembra grottesca.
Auspicando una sua prossima pubblicazione in lingua italiana, non si può
che chiedere al Vaticano e agli storici di contemporanei di fare luce e
chiarezza sulle ombre nere del passato che possono, se lasciate vivere,
gettare ombre oscure sul futuro della nostra civiltà.

fonte

Marco Aurelio Rivelli, Le Génocide occulté. Etat indipéndant de
Croatie 1941-1945, L’Age D’Homme, Losanna novembre 1998, pagg.
288 - traduzione dall’italiano di Gaby Rousseau

IL Silenzio della Giustizia




Carl Suthfin una decina di anni fa è stato accusato di aver molestato sei bambini. Ora vive in una casa mobile in un quartiere residenziale e nessun reato gli è stato contestato, per decorrenza dei termini. Suthfin, che è stato accusato da 18 persone, non nega. “La chiesa potere agire prima. Invece non ha fatto niente.” Lui è solo uno dei tanti preti accusati di violenza sui minori nell’Arcidiocesi di Los Angelesnegli ultimi vent’anni e che ora vanno in giro per il paese senza alcun controllo da parte delle autorità. Le parti civili coinvolte in questi casi hanno stilato un database con gli indirizzi dei sacerdoti e degli uomini di chiesa che si sono resi colpevoli di violenze sui minori. Dei 233 preti presenti nella lista, 50 vivono senza controllo in California, mentre altri 15 stanno in MarylandTexas e Montana. 80 sono sfuggiti ai controlli e circa 80 sono morti.


DIRITTO A RIFARSI UNA VITA – L’avvocato di parte civile Raymond Boucher spiega come questa sia la prima volta che si cerca di stilare una lista di preti pedofili “Molti di loro insegnano a scuola, stanno nei centri diurni e costituiscono una bomba che può scoppiare da un momento all’altro. L’unico modo che la comunità ha per proteggersi è avere una lista completa dei loro nomi e cognomi.” L’Arcidiocesi, che per mettere a tacere tutto a suo tempo ha sborsato 660 milioni di dollari, per bocca dei suoi legali fa ora sapere di avere intenzione rendere noti alcuni documenti riguardanti 200 casi di molestia, che hanno coinvolto altrettanti sacerdoti. I quali non ci stanno, appellandosi al fatto che non si possono mettere sotto controllo i cittadini, perché ciò minerebbe i loro diritti costituzionali. E i diritti dei bambini che sono stati violentati?

A DUE PASSI DALLA SCUOLA – Questi preti si difendono dicendo che già sono stati costretti a dismettere l’abito e hanno dovuto abbandonare la chiesa e trasferirsi, dopo essere stati coinvolti negli scandali. Inoltre molti si sono rifatti una vita e non vogliono avere problemi. Eh, certo, poveretti, bisogna capirli. Gerald Fessard, 64 anni, ex-sacerdote accusato dalle famiglie di otto bambini, si è rifatto una vita e non è nemmeno nella lista, mentre Stephen Hernandez, prete accusato di aver violentato un ragazzo di 14 anni, è il vicino di casa di una coppia che ha un bambino di sei anni e abita a due passi da una scuola elementare. Anche lui non è presente nella lista ed è conosciuto nella sua zona come Padre Steve. Molti altri preti pedofili vivono così, impuniti e soprattutto fuori da ogni controllo. Molti pensano che in fondo non devono pagare per sempre se hanno sbagliato una volta. Ma hanno sbagliato davvero una sola volta? Ed è giusto che sfuggano alle conseguenze dei loro crimini? Le vittime non sono molto d’accordo, e forse nemmeno l’Arcidiocesi.

http://www.giornalettismo.com/archives/116696/il-primo-database-dei-preti-pedofili/

La Santa Inquisizione





L’Inquisizione, dichiarata Santa da Santa Romana Chiesa come lo sono state le Crociate, anche se nei fatti esisteva già dagli inizi dell’anno 1000, fu ufficialmente riconosciuta e legittimata sotto Papa Gregorio IX nel 1215 allorché la sua gestione fu affidata all’ordine dei domenicani fondato da Domenico da Guzman (anche lui santo) il quale perseguitò gli eretici con un cinismo tale da essere ricordato dalla storia come uno dei più sanguinari carnefici di tutti i tempi.
Qualche cenno esplicativo: Eretico era considerato chi con scritti o con parole si opponeva alle norme dettate dalla Chiesa.
Abiura: L’abiura era la ritrattazione delle proprie convinzioni, quasi sempre estorta sotto tortura, che un eretico scriveva in forma solenne davanti al consiglio dell’inquisizione.
Le abiure a cui era sottoposto un eretico erano sempre due perché alla prima ne doveva seguire per legge una seconda di conferma. Normalmente il tempo che intercorreva tra le due era di un anno.
L’eretico che rifiutava di firmare la seconda abiura, considerato “relapso”, cioè eretico irriducibile, veniva bruciato vivo.



Gli argomenti che maggiormente determinarono le eresie furono la Santissima Trinità, la verginità della Madonna e la sua attribuzione di madre di Gesù che fu fortemente contestata da quei credenti che seguitavano a sostenere ciò che era stato affermato nei primi secoli della Chiesa da una gran parte dei teologi i quali ritenevano impossibile che Dio avesse concesso un tale privilegio ad una donna allorché le donne venivano considerate così immonde da essere ritenute prive di anima.
L’altro motivo che determinò gli eretici furono le contestazioni rivolte alla Chiesa per la sua lussuria e la sua ingordigia. Tra le innumerevoli vittime della Chiesa nel periodo precedente all’avvento dell’Inquisizione istituita da Innocenzo III, rimaste purtroppo nella maggior parte anonime per via di mancanza di documenti, giganteggia la figura di Arnaldo da Brescia bruciato vivo nel 1155 sotto il pontificato di Adriano IV per aver denunciato l’immoralità della Chiesa.



I papi che seguirono Adriano IV (1154-1159), promettendo ai persecutori degli eretici le stesse indulgenze riservate ai crociati, spinsero i cattolici ad eseguire delle vere e proprie stragi come quelle volute da Innocenzo III che si servì delle milizie di Simone de Monfort per distruggere città intere, come Carcassonne, Tolosa e Beziers, perché gli abitanti si erano rifiutati di consegnare i seguaci di Valdo (Valdesi). Soltanto a Beziers furono massacrati oltre 7.000 dei suoi abitanti. Le milizie cattoliche entrarono in queste città e senza curarsi di selezionare gli eretici dai non eretici, eseguirono le carneficine al grido:"Uccideteli tutti perché Dio saprà poi riconoscere i suoi".

Da ricordare che Innocenzo III nell’ultimo anno del suo pontificato fece votare dal Concilio Lateranense IV una legge che obbligava gli ebrei a vestire di giallo perché fossero sottoposti al pubblico ludibrio.



Sotto il Papa Innocenzo IV, successore di Innocenzo III, le leggi inquisitorie furono confermate e aggravate. Chiunque fosse stato dichiarato eretico veniva automaticamente imprigionato e condannato a morte con la confisca dei beni se non avesse abiurato. Come conseguenza di questa legge, che considerava la confisca del beni, molti furono i figli che furono potati all’infamia di accusare i propri genitori di eresia pur di salvare le proprietà di cui erano eredi.
Delle centinaia di processi terminanti con condanne a morte, l’unico che ci è pervenuto è quello contro Paolo Gioacchino dei Rusconi che fu torturato e bruciato vivo quale relapso. I nomi dei martiri riportati qui di seguito nei vari pontificati che si susseguirono, essendo tratti dai pochi documenti rimasti, non sono che una minima parte di quanti furono in realtà uccisi da Santa Madre Chiesa.



I nomi dei martiri riportati qui di seguito nei vari pontificati che si susseguirono, essendo tratti dai pochi documenti rimasti, non sono che una minima parte di quanti furono in realtà uccisi da Santa Madre Chiesa.


- Papa Clemente V
Fra Dolcino, per nulla intimorito dalle minacce dell’Inquisizione, si scaglia contro Clemente V accusandolo di immoralità. Ridotto a brandelli il suo corpo viene bruciato al rogo. 13 marzo 1307
Suor Margherita e Frate Longino insieme ad oltre mille seguaci dell’eretico Dolcino, bruciati al rogo. 1307.
Soppressione dei Templari con stragi di massa con “torture inimmaginabili” perché accusati di eresia. Molay, Gran Maestro, fu arso vivo a Parigi dopo anni di atroci torture.




- Papa Benedetto XII (beatificato)
Francesco da Pistoia, Lorenzo Gherardi, Bartolomeo Greco, Bartolomeo da Bucciano, Antonio Bevilacqua e altri dieci frati Francescani, arsi vivi per predicare la povertà di Cristo - Venezia 1337.
Stessa sorte a Parma per Donna Oliva anch’essa perché seguace di S. Francesco.

- Papa Clemente VI Migliaia di vittime dell’inquisizione delle quali ci sono pervenuti soltanto i processi di:
Francesco Stabili, detto Cecco d’Ascoli, il quale fu arso vivo per aver detto, a proposito delle tentazione di Gesù, che non è possibile vedere tutta la terra da una montagna per quanto alta fosse stata come veniva affermato da vangelo.
Pietro d’Albano, medico, bruciato vivo perché accusato di stregoneria.
Domenico Savi condannato al rogo come eretico per aver eretto un ospedale senza la benedizione della Chiesa.



- Innocenzo VI
Tra le numerose vittime di Santa Madre Chiesa da ricordare i frati Pietro da Novara, Bernardo da Sicilia, Fra Tommaso vescovo d’Aquino e Francesco Marchesino vescovo di Trivento accusati di appartenere ai fraticelli di S. Francesco. Torturati e bruciati vivi.

- Gregorio XI 

Intere città furono teatro di stragi perché avevano ospitato gli eretici. Nelle piazze di Firenze, Venezia, Roma e Ferrara fu un continuo accendersi di roghi.
Belramo Agosti, umile calzolaio, torturato e bruciato vivo per aver bestemmiato durane una partita a carte: 5 giugno 1382.
Menelao Santori perché conviveva con due donne: 10 ottobre 1387.
Lorenzo di Bologna costretto sotto tortura a confessare di aver rubato una pisside. Reso moribondo dalle torture, fu accompagnato al rogo a colpi frusta. 1 novembre 1388.
La descrizione dei moltissimi decapitati, impiccati e squartati dall’Inquisizione sotto Gregorio XI è riportata in un libri scritto da Mastro Titta. 



— Gregorio XII

Dopo il periodo di tregua passato sotto Urbano VI, con Gregorio XII riprendono le stragi e i roghi in una maniera estremamente spietata. La città che fu particolarmente colpita fu Pisa. Un certo giovane di nome Andreani fu torturato e bruciato vivo insieme alla moglie e alla figlia perché aveva osato deridere i Padri Conciliari. I cardinali appartenenti al concilio assistettero in massa alle esecuzioni per il piacere di veder morire insieme alla sua famiglia colui che essi "avevano condannato per solo sentimento di vendetta". 1413.
Jean Hus e Gerolamo da Praga macellati e bruciati vivi per aver detto che la morale del vangelo proibisce ai religiosi di possedere beni materiali. 1414.






— Papa Eugenio IV

Giovanna d'Arco, bruciata viva accusata di stregoneria (1431).
Merenda e Matteo, due popolani, bruciati vivi dall'Inquisizione per rendere un favore alle famiglie dei Colonna e dei Savelli delle quali avevano parlato male.
Ripetute stragi in Boemia contro gli Hussidi (seguaci di Jean Hus), per le rimostranze fatte in seguito alla uccisione del loro maestro. Una delle stragi fu eseguita facendo entrare gli Ussidi in un fienile al quale dettero fuoco dopo aver chiuso le porte. Il fatto fu così commentato da uno scrittore cattolico: >.
Ma il peggio verrà allorché la Chiesa dovrà difendersi dall'avvento del Rinascimento.


— Papa Sisto IV (Per conoscere l'immoralità di questi papi consultare: www.anti-religions.org , scritto in inglese, francese, italiano).

In Spagna eccelse per la sua crudeltà il domenicano Tommaso Torquemada il quale, confiscando i beni degli accusati di eresia e di stregoneria, era arrivato ad accumulare tante ricchezze da essere temuto dallo stesso Papa che lo obbligò a versargli la metà del bottino. Quando costui arrivava in un paese come inquisitore, la popolazione fuggiva in massa lasciando tutto nelle sue mani.
Nell'impossibilità di elencare tutte le vittime di Torquemada mi limiterò a dire che in 18 anni della sua inquisizione ci furono:
800.000 ebrei allontanati dalla Spagna, con confisca dei beni, sotto pena di morte se fossero restati.
10.200 bruciati vivi.
6.860 cadaveri riesumati per essere bruciati al rogo in seguito a processi (terminati tutti con la confisca dei beni) celebrati "post mortem" (dopo la morte).
97.000 condannati alla prigione perpetua con confisca delle proprietà.
E intanto che Torquemada faceva il macellaio in Spagna, a Roma l'inquisizione accendeva roghi in tutte le sue piazze per bruciare gli eretici i cui patrimoni venivano automaticamente requisiti per conto del Papa dalla confraternita di San Giovanni Decollato.


— Papa Alessandro VI

Gerolamo Savanarola bruciato vivo in Piazza della Signoria a Firenze. 23 maggio 1498 insieme ai suoi due suoi discepoli Domenico da Pescia e Sivestro da Firenze.
Tre ebrei arsi vivi in campo dei Fiori a Roma. 13 gennaio 1498
Gentile Cimeli, accusata di stregoneria arsa viva a campo dei Fiori 14 luglio 1498
Marcello da Fiorentino arso vivo in piazza S. Pietro. 29 luglio 1498.


— Giulio II

4 donne giustiziate per stregoneria a Cavalese (Trento). 1505.
Diego Portoghese impiccato per eresia. 14 ottobre 1606.
30 persone bruciate vive a Logrono (Spagna) per stregoneria.
Fra Agostino Grimaldi giustiziato per eresia. 6 agosto. 1507
15 cittadini romani massacrati dalle guardie svizzere per eresia.1513.
Orazio e Giacomo di Riffredo, giustiziati per eresia. 30 aprile 1513.


— Leone X (Il Papa che ha dichiarato la non esistenza di Cristo)

30 donne accusate di stregoneria arse vive a Bormio. 1514.
Martino Jacopo giustiziato per eresia a Vercelli. 18 febbraio 1517.
80 donne bruciate vive in Valcamonica per stregoneria. 1518.
5 eretici arsi vivi a Brescia. 13 aprile 1519.
Baglione Paolo da Perugia decapitato per eresia alla Traspontina. 4 giugno 1520.
Fra Camillo Lomaccio, Fra Giulio Carino, Leonardo Cesalpini strangolati in carcere per eresia.
8 luglio 1520.




— Clemente VII

Anna Furabach, giustiziata per eresia. 9 maggio 1524.
Migliaia di protestanti Anabattisti decapitati, arsi vivi, annegati e torturati a morte. 1525.
Una donna accusata di stregoneria arsa viva in Campidoglio. 30 settembre 1525
Claudio Artoidi e Lerenza di Pietro giustiziati per eresia. 16 maggio 1526.
Rinaldo di Colonia giustiziato per eresia. 26 agosto 1528.
Lorenzo di Gabriele da Parma e Tiberio di Giannantonio torturati e giustiziati per eresia. 9 sett. 1528.
Berrnardino da Palestrina Burciato vivo per eresia. 20 novembre 1529.
Giovanni Milanese bruciato vivo per eresia. 23 novembre 1530.


— Paolo III (Un altro Papa ateo che ha affermato la non esistenza di Cristo. Gli altri lo sanno come lui ma non li dicono).

Uccisi tutti gli abitanti della città di Mérindol (Francia) per aver abbracciato la fede dei protestanti Evangelici. I loro beni furono confiscati e la città rimase deserta e inabitabile.1540.
Tutti gli Anabattisti della città di Munster (Germania) furono massacrati. Giovanni di Leida, loro capo, fu ucciso dopo essere stato sottoposto "a orrendo supplizio". 4 aprile 1535.
Martino Govinin giustiziato nelle carceri di Grenoble. 26 aprile 1536.
Francesco di Giovanni di Capocena ucciso per eresia. 1538.
Ene di Ambrogio giustiziato per eresia. 1539.
Galateo di Girolamo giustiziato nelle carceri dell'Inquisizione per eresia. 17 gennaio 1541.
Giandomenico dell'Aquila. Eretico, bruciato vivo. 4 febbraio 1542.
Federico d'Abbruzzo ucciso per eresia. Il suo corpo fu portato al supplizio trascinato da un cavallo. Quello che rimase del suo corpo fu appeso alla forca. 12 luglio 1542.
2.740 Valdesi furono massacrati dai cattolici in Provenza (Francia). Aprile 1545.
Girolamo Francese impiccato perchè luterano. 27 settembre 1546.
Baldassarre Altieri, dell'Ambasciat inglese, fatto sparire nelle carceri dell'Inquisizione. 1548
Federico Consalvo, eretico, giustiziato. 25 maggio 1549.
Annibale di Lattanzio giustiziato per eresia. 25 maggio 1549.


— Giulio III

Fanino Faenza impiccato e briciato per eresia. 18 febbraio 1550.
Domenico della Casa Bianca, luterano. Decapitato. 20 febbraio 1550.
Geronimo Geril Francese, Impiccato per eresiae poi squartato. 20 marzo 1550.
Giovanni Buzio e Giovanni Teodori, impiccati e bruciati per eresia. 4 settembre 1553.
Francesco Gamba, decapitato e briciato vivo per eresia. 21 lugio 1554.
Giovanni Moglio e Tisserando da Perugia, luterani. Impiccati e bruciati vivi. 5 settembre 1554.


— Paolo IV

Istituzione del Ghetto a Roma con restrizioni contro gli ebrei ancor più severe del ghetto di Venezia.
Cola Francesco di Salerno, giustiziato per eresia. 14 giugno 1555
Bartolomeo Hector, bruciato vivo per aver venduto due Bibbie. 20 giugno 1555.
Golla Elia e Paolo Rappi, protestanti, bruciati vivi a Torino. 22 giugno 1555.
Vernon Giovanni e Labori Antonio, evangelisti, bruciati vivi. 28 agosto 1555.
Stefano di Girolamo, giustiziato per eresia. 11 gennaio 1556.
Giulio Napolitano, bruciato vivo per eresia. 6 marzo 1556.
Ambrogio de Cavoli, impiccato e bruciato per eresia. 15 giugno 1556.
Don Pompeo dei Monti, bruciato vivo per eresia. 4 luglio 1556.
Pomponio Angerio, bruciato vivo per eresia. 19 agosto 1556.
Nicola Sartonio, luterano, bruciato vivo. 13 maggio 1557.
Jeronimo da Bergamo, Alessandra Fiorentina e Madonna Caterina, impiccati e bruciati per
omosessualità. 22 dicembre 1557.
Fra Gioffredo Varaglia, francescano, bruciato vivo per eresia. 25 marzo 1558.
Gisberto di Milanuccio, eretico, bruciato vivo. 15 giugno 1558.
Francesco Cartone, eretico, bruciato vivo. 3 agosto 1558.
14 protestanti bruciati vivi a Siviglia in Spagna. 1559.
15 protestanti bruciati vivi a Valadolid in Spagna. 1559.
Gabriello di Thomaien, bruciato vivo per omosessualità. 8 febbraio 1559.
Antonio di Colella arso vivo per eresia. 8 febbraio 1559.
Leonardo da Meola e Giovanni Antonio del Bò, impiccati e bruciati per eresia. 8 febbr.1559.
13 eretici più un tedesco di Augsburg accusato di omosessualità arsi vivi. 17 febbraio 1559.
Antonio Gesualdi, luterano, giustiziato per eresia. 16 marzo 1559.
Ferrante Bisantino, eretico, arso vivo.24 agosto 1559.
Scipione Retio, eretico, uccico nelle carceri della Santa Inquisizione. 1559.


— Papa Pio IV

I monaci dell'Abazia di Perosa (Pinerolo) si divertirono a briciare vivi a fuoco lento un prete evangelico insieme ai suoi fedeli. Dicembre 1559.
Carneficina di Valdesi in Calabria per opera di bande di delinquenti assoldate da Santa Madre Chiesa (uomini, donne, vecchi e bambini atrocemente torturati prime di essere uccisi su diretto ordine del Papa). Dicembre 1559.
"A Santo-Xisto, alla Guardia, a Montalto e a Sant'Agata si fecero cose inaudite: gente sgozzata, squartata, bruciata e orrendamente mutilata. Pezzi di resti umani furono appesi alle porte delle case come esempio alle genti. Quelli che fuggirono sulle montagne furono assediati fino a che morirono di fame. Molte donne e fanciulli furono ridotti in schiavitù". I559. (Da "La Santa Inquisizione di Maurizio Marchetti. Ed. La Fiaccola).
4000 valdesi massacrati su ordine di Santa Madre Chiesa. 1560.
Giulio Ghirlanda, Baudo Lupettino, Marcello Spinola, Nicola Bucello, Antonio Rietto, Francesco Sega, condannati a morte perchè sorpresi a svolgere una funzione religiosa in una casa privata officiante la messa uno spretato. 1560.
Giacomo Bonello, bruciato vivo perché evangelista. 18 febbraio 1560.
Mermetto Savoiardo, eretico, arso vivo. 13 agosto 1560.
Dionigi di Cola, eretico, bruciato vivo. 13 agosto 1560.
Aloisio Pascale, evangelista, impiccato e bruciato. 8 settembre 1560.
Gian Pascali di Cuneo, bruciato vivo per eresia. 15 settembre 1560.
Stefano Negrone, eretico, lasciato morire di fame nelle prigioni della Santa Inquisizione.
15 settembre 1560.
Stefano Morello, eretico, impiccato e bruciato. 25 settembre 1560.
Bernardino Conte, bruciato vivo per eresia. 1560.
300 persone a Oppenau, 63 donne a Wiesensteig e 54 a Obermachtal in Gemania, bruciate vive per stregoneria. 1562.
Macario, vescovo di Macedonia, eretico, bruciato vivo. 10 giugno 1562.
Cornelio di Olanda, eretico, impiccato e bruciato. 23 g3nnaio 1563.
Franceso Cipriotto, inpiccato ebruciato per eresia. 4 settembre 1564.
Giulio Cesare Vanini, panteista, bruciato vivo dopo avergli strappato la lingua.
Giulio di Grifone, eretico, giustiziato.


— Pio V (elevato dalla Chiesa agli onori degli altari).

Con bolla papale viene imposta a Roma la chiusura di tutte le sinagoghe.
Muzio della Torella, eretico, giustiziato. 1 marzo 1566.
Giulio Napolitano, eretico, bruciato vivo. 6 marzo 1566.
Don Pompeo dei Monti, decapitato per eresia. 3 luglio 1566.
Curzio di Cave, francescano, decapitato per eresia. 9 lugio 1566.
17.000 (diciassettemila) protestanti massacrati nelle Fiandre da cattolici spagnoli.
Giorgio Olivetto arso vivo perché luterano. 27 gennaio 1567.
Domenico Zocchi, ebreo, impiccato e bruciato a Piazza Giudia nel Ghetto di Roma. 1 febbraio 1567.
Girolamo Landi, impiccato e bruciato per eresia.. 25 febbraio 1567.
Pietro Carnesecchi, impiccato e bruciato per eresia. 30 settembre 1567.
Giulio Maresco, decapitato e arso per eresia. 30 settembre 1567.
Paolo e Matteo murato vivo per eresia. 30 sett.1567.
Ottaviano Fioravanti, murato vivo per eresia. 30 sett. 1567. .
Giovannino Guastavillani, eretico, murato vivo. 30 settembre 1567.
Geronimo del Puzo, murato vivo per eresia. 30 settembre 1567.
Gerolamo Donato con altri suoi confratelli dell'Ordine degli Umiliati, vengono giustiziati su ordine di Carlo Borromeo (santo), vescovo di Milano, dopo lunghe ore di torture, per eresia. 2 agosto 1570.
Macario Giulio da Cetona, decapitato e bruciato per eresia. 1 ottobre 1567.
Lorenzo da Mugnano, impiccato e bruciato per eresia. 10 maggio 1668.
Matteo d'Ippolito, impiccato e bruciato per eresia. 10 maggio 1568.
Francesco Stanga, impiccato e bruciato per eresia. 10 maggio 1568.
Donato Matteo Minoli, lasciato morire nelle carceri dopo avergli rotto le ossa e bruciato i piedi. 27 maggio 1568.
Francesco Castellani, eretico, impiccato. 6 dicembre 1568.
Pietro Gelosi, eretico, impiccato e bruciato. 6 dicembre 1568
Marcantonio Verotti, eretico, impiccato e bruciato. 6 dicembre 1568.
Luca di Faenza, eretico, bruciato vivo. 28 febbraio 1568.
Borghesi Filippo, decapitato e bruciato per eresia. 2 maggio 1569.
Giovanni dei Blasi, impiccato e bruciato per eresia. 2 maggio 1569.
Camillo Ragnolo, impiccato e bruciato per eresia. 25 maggio 1569.
Fra Cellario Francesco, impiccato e bruciato per eresia. 25 maggio 1569.
Bartolomeo Bartoccio, bruciato vivo per eresia. 25 maggio 1569.
Guido Zanetti, murato vivo per eresia. 27 maggio 1569.
Filippo Porroni, eretico luterano, impiccato. 11 febbraio 1570.
Gian Matteo di Giulianello, giustiziato per eresia. 25 febbraio 1570.
Nicolò Franco, impiccato per aver deriso il papa con degli scritti. Impiccato. 11 marzo 1570.
Giovanni di Pietro, eretico, impiccato e bruciato. 13 maggio 1570.
Aolio Paliero, eretico, impiccato e bruciato su espreso desiderio di Papa Pio V (santo).3 luglio1570.
Fra Arnaldo di Santo Zeno, eretico, bruciato vivo. 4 novembre 1570.
Don Girolamo di Pesaro, Giovanni Antonio di Jesi e Pitro Paolo di Maranzano, giustiziati per eresia. 6 ottobre 1571.
Francesco Galatieri, pugnalato a morte dai sicari pontifi perché eretico. 5 gennaio 1572.
Madonna Dianora di Montpelier, eretica, impiccata e bruciata. 9 febbraio 1572.
Madonna Pellegrina di Valenza, eretica impiccata e bruciata. 9 febbraio 1972.
Madonna Girolama Guanziana, eretica impiccata e bruciata. 9 febbraio 1572
Madonna Isabella di Montpelier, eretica impiccatae bruciata. 9 febbraio 1572.
Domenico della Xenia, eretico impiccato e bruciato. 9 febbraio 1572.
Teofilo Penarelli, eretico impiccato e bruciato. 22 febbraio 1572.
Alessandro di Giulio, eretico impiccato e bruciato.




— Gregorio XIII

Alessandro di Giulio, impiccato e bruciato per eresia. 15 marzo 1572.
Giovanni di Giovan Battista, impiccato e bruciato perchè eretico. 15 marzo 1572.
Girolamo Pellegrino, impiccato e bruciato per eresia. 19 luglio 1572.
10.000 (diecimila) eretici massacrati in Francia per ordine del Papa (strage degli Ugonotti- Notte di S. Bartolomeo). 24 agosto 1572.
500 eretici massacrati in Croazia per ordine del vescovo cattolico Juraj Draskovic. 1573.
Nicolò Colonici eretico impiccato e bruciato.
Giovanni Francesco Ghisleri, strangolato nelle carceri dell'Inquisizione. 25 ottobre del 1574.
Alessandro di Giacomo, arso vivo. 19 novembre 1574.
Benedetto Thomaria, eretico bruciato vivo. 12 Maggio 1574.
Don Antonio Nolfo, eretico giustiziato. 29 luglio 1578.
Giovanni Battista di Tigoni, eretico giustiziato. 29 lugio 1578.
Baldassarre di Nicolò, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Antonio Valies de la Malta, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Francesco di Giovanni Martino, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Bernardino di Alfar, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Alfonso di Poglis, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Marco di Giovanni Pinto, eretico impiccato e bruciato.13 agosto 1578.
Girolamo di Giovanni da Toledo, eretico impiccato e bruciato 13 agosto 1578.
Gasparre di Martino, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Fra Clemente Sapone, eretico impiccato e bruciato. 29 novembre 1578.
Pompeo Loiani, eretico impiccato e briciato. 12 giugno 1579.
Cosimo Tranconi, eretico impiccato e bruciato. 12 giugno 1579.
222 (duecentoventidue) ebrei bruciati al rogo per ordine della Santa Inquisizione. 1558.
Salomone, ebreo impiccato per aver rifiutato il battesimo. 13 marzo 1580.
Un inglese bruciato vivo per aver offeso un prete. 2 agosto 1581.
Diego Lopez, bruciato vivo per eresia. 18 febbraio 1583.
Domenico Danzarelli, impiccato e bruciato per eresia. 18 febbraio 1583.
Prospero di Barberia, eretico impiccato e bruciato. 18 febbraio 1583.
Gabriello Henriquez, bruciato vivo per eresia. 18 febbraio 1583.
Borro d'Arezzo, bruciato vivo per eresia. 7 febbraio 1583.
Ludovico Moro, eretico arso vivo. 10 lugio 1583.
Fra Camillo Lomaccio, Fra Giulio Carino, Leonardo di Andrea strangolati nel carcere di Tor Nona per eresia. 23 luglio 1583.
Lorenzo Perna, arrestato per ordine del cardinale Savelli per eresia, si ignora la sua fine. 16 giugno
1584.
>, arrestata per eresia, si ignora la sua fine. ottobre 1584.
Giacomo Paleologo, decapitato e bruciato. 22 marzo 1585.
I fratelli Missori decapitati per aver espresso il diritto alla libertà di stampa. Le loro teste furono lasciate in esposizione al pubblico. 22 marzo 1585.
(Il corpo di Gregorio XIII, di questo carnefice, viene onorato e riverito dai cattolici nella sua monumentale tomba in S.Pietro a Roma).


— Papa Sisto V

Questo Papa fece impiccare uno spagnolo per aver ucciso con una bastonata un soldato svizzero che lo aveva ferito con l'alabarda.
Respinta la richiesta di sostituire la forca con la mannaia, Sisto V assisteva giosamente alle esecuzioni facendosi portare da mangiare perchè "questi atti di giustizia gli accrescevano l'appetito". Dopo l'esecuzione di una sentenza disse: >.
Pietro Benato, arso vivo per eresia. 26 aprile 85.
Pomponio Rustici, Gasparre Ravelli, Antonio Nantrò, Fra Giovanni Bellinelli, impiccati e
bruciati vivi per eresia. 5 agosto 1587.
Vittorio, conte di Saluzzo, giustiziato per eresia. 9 dicembre 1589.
Valerio Marliano, eretico impiccato e bruciato. 16 febbraio 1590.
Don Domenico Bravo, decapitato per eresia. 30 marzo 1590.
Fra Lorenzo dell'Aglio, impiccato e bruciato.13 aprile 1590.


— Gregorio XIV

Fra Andrea Forzati, Fra Flaminio Fabrizi, Fra Francesco Serafini, impiccati e bruciati.
6 febbraio 1591.
Giovanni Battista Corobinacci, Giovanni Antonio de Manno Rosario, Alexandro d'Arcangelo, Fulvio Luparino, Francesco de Alexandro, giustiziati. Giugno 1590.
Giovanni Angelo Fullo, Giò Carlo di Luna, Decio Panella, Domenico Brailo, Antonio Costa, Fra Giovanni Battista Grosso, l'Abate Volpino, insieme ad altri seguaci di Fra Girolamo da Milano, arrestati dalla Santa Inquisizione, si ignora la loro fine... 1590.

— Clemente VIII

Giordano Bruno, bruciato vivo per eresia il 17 febbraio 1600.
Quattro donne e un vecchio bruciate vive per eresia. 16 febbraio 1600.
Francesco Gambonelli, eretico arso vivo. 17 febbraio 1594.
Marcantonio Valena e un altro luterano, arsi vivi. agosto 1594.
Graziani Agostini, eretico impiccato e bruciato. 1596.
Prestini Menandro, eretico impiccato ebruciato. 1596.
Achille della Regina, se ne ignora la fine. Giugno 1597.
Cesare di Giuliano, eretico impiccato e bruciato. 1597.
Damiano di Francesco, eretico impiccato e bruciato. 1597.
Baldo di Francesco, impiccato e bruciato per eresia. 1957.
De Magistri Giovanni Angelo, eretico impiccato e bruciato.1597.
Don Ottavio Scipione, eretico, decapitato e bruciato.1597.
Giovanni Antonio da Verona e Fra Celestino, eretici bruciati vivi. 16 settembre 1599.
Fra Cierrente Mancini e Don Galeazzo Porta decapitati per eresia. 9 novembre 1599.
Maurizio Rinaldi, eretico bruciato vivo. 23 febbraio 1600.
Francesco Moreno, eretico impiccato e bruciato. 9 giugno 1600.
Nunzio Servandio, ebreo impiccato. 25 giugno 1600.
Bartolomeo Coppino, luterano arso vivo. 7 aprile 1601.
Tommaso Caraffa e Onorio Costanzo eretici decapitati e bruciati. 10 maggio 1601.




— Papa Paolo V

Giovanni Pietro di Tunisi, impiccato e bruciato. 1607.
Giuseppe Teodoro, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Felice d'Ottavio, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Rossi Francesco, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Antonio di Jacopo, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Fortunato Aniello, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Vincenti Pietro, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Umberto Marcantonio, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Fra Manfredi Fulgenzio, eretico impiccato e bruciato. 1610.
Lucarelli Battista, eretico impiccato e bruciato. 1610.
Emilio di Valerio, ebreo, impiccato e bruciato. 1610.
Don Domenico di Giovanni, per essere passato dal cristianesimo all'ebraismo, impiccato. 1611.
Giovanni Milo, luterano impiccato. marzo 1611.
Giovanni Mancini, per aver celebrato la messa da spretato impiccato e bruciato. 22 ottobre 1611
Jacopo de Elia, ebreo impiccato e bruciato. 22 gennaio 1616.
Francesco Maria Sagni, eretico impiccato e bruciato. 1 luglio 1616.
Arrestato un negromante zoppo, arso vivo per stregoneria. 1617.
Lucilio Vanini, arso vivo per aver messo in dubbio l'esistenza di Dio. 17 febbraio 1618.
Migliaia di eretici trucidati dai cattolici nei Grigioni in Valtellina. 1620.
(La Chiesa, rimasta nella convinzione che in Valtellina ci siano ancora tendenze religiose eretico-pagane, mantiene tutt'oggi la regione sotto controllo tramite la "Missione Rezia", affidata ai cappuccini, dipendenti direttamente da "Propaganda Fidei") ... e il Santo Padre Gian Paolo II chiede perdono!!!


— Urbano VIII

Galileo Galilei, torturato e condannato al carcere perpetuo quale eretico per aver affermato che la Terra gira intorno al Sole. 1633.
Ferrari Ambrogio, eretico impiccato. 1624.
Donna Anna Sobrero, morta di peste in carcere dove era stata condannata a vita. 1627. (nei mesi che seguirono, tutti coloro che passarono per quel carcere, morirono di peste).
Frate Serafino, eretico, inpiccato e bruciato. 1634.
Giacinto Centini, decapitato per aver offeso la sovranità papale. 1635.
Fra Diego Giavaloni, eretico impiccato e bruciato. 1635.
Alverez Ferdinando, bruciato vivo per essersi convertito all'ebraismo. 19 marzo 140.
Policarpo Angelo, impiccato ebruciato per aver celebrato la messa da spretato. 19 maggio 1642.
Ferrante Pallavicino, eretico impiccato e bruciato. 1644.
Fra Camillo d'Angelo, Ludovico Domenico, Simone Cossio, Domenico da Sterlignano, giiustiziati per eresia. 1644.


— Papa Innocenzo X
Brugnarello Giuseppe e Claudio Borgegnone, impiccati e bruciati per aver falsificato alcune lettere apostoliche. 1652. ( Se questo Papa applicò in prevaleza condanne di carceri a vita ciò dipese dal fatto che in quegli anni ricorreva l'anno Santo).


— Papa Alessandro II

Fello Giovanni, sacerdote, decapitato per eresia. 1657.
1.712 Valdesi massacrati dai cattolici nelle Valli Alpine. 1655.


— Papa Innocenzo XI (santificato)

20 ebrei condannati al rogo. 1680.
Vincenzo Scatolari, per aver esercitato la professione di giornalista senza autorizzazione di Santa Madre Chiesa. Decapitato. 2 agosto 1685.
2.000 (duemila) Valdesi massacrati dai cattolici nelle Valli Alpine per ordine diretto del Papa. Maggio 1686.
24 protestanti uccisi dai cattolici a Pressov in Slovacchia. 1687.




— Papa Innacenzo XII

Martino Alessandro, morto in carcere per torura. 3 maggio 1690.
37 ebrei bruciati vivi. 1691. (poi si cercano le cause che hanno generato l'antisemitismo!).
Antonio Bevilacqua e Carlo Maria Campana, cappuccini, decapitati perchè seguaci del Quietismo di Molinos. 26 marzo 1695.


— Clemente XI

Filippo Rivarola, portato al patibolo in barella per le torture ricevute, decapitato. 4 agosto 1708.
Spallaccini Domenico, impiccato e bruciato per aver bestemmiato a causa di un colpo di alabarda ricevuta da una guardia papalina. 28 luglio 1711.
Gaetano Volpini, decapitato per aver scritto una poesia contro il Papa. 3 febbraio 1720.


— Clemente XII

Questo Papa, ripristinando la "mazzolatura" (rottura delle ossa a colpi di bastone), si dimostrò uno dei più cinici sostenitori dell'arte della tortura.
Pietro Giarinone, filosofo e storico, morì sotto tortura per aver sostenuto la supremazia del re sulla curia romana. 24 marzo 1736.
Enrico Trivelli, decapitato per aver scritto frasi di rivolta contro il Papa. 23 febbraio 1737.
Le numerose vittime di questo Papa sono rimaste sconosciute perchè egli peferiva più uccidere sotto tortura nella carceri dell'Inquisizione che giustiziarle nelle pubbliche piazze.



— Clemente XIII

Tommaso Crudeli, condannato al carcere a vita per massoneria. 2 agosto 1740.
Giuseppe Morelli, impiccato per aver celebrato l'Eucaristia da spretato. 22 agosto 1761.
Carlo Sala, eretico, giustiziato. 25 settembre. 1765. (Carlo Sala è l'ultimo martire ucciso dalla Chiesa per eresia).
I massacri, non più di carattere religioso, continuarono contro i cospiratori politici, i giornalistI e tutti quei progressisti che intendevano rovesciare l'immoralità dell'oscurantismo religioso attraverso una rivoluzione armata.
Le atrocità furono come nel passato. Tagli di teste, torture con mazzolature, impiccaggioni e sevizie che spesso portavano allo squartamento degli accusati.
Pur di mantenere il terrore venivano puniti di morte anche i delitti meno gravi come i semplici furti.


— Pio VI
Nei suoi quattro anni di pontificato ci furono soltanto cinque esecuzioni capitali per reati comuni, anche se la sua lotta si intensificò aspramente contro gli ebrei che furono costretti, tra le tante umiliazioni e minacce che subiro, a indossare vestiti di colore giallo perchè fossero pubblicamente oltraggiati.




— Pio VII

Gregorio Silvestri, impiccato per cospirazione politica. 18 gennaio 1800.
Ottavio Cappello, impiccato perchè patriota rivoluzionario. 29 gennaio 1800.
Giovanni Battista Genovesi, patriota squartato e bruciato. La sua testa fu esposta al pubblico. 7 febbr. 1800.
Teodoro Cacciona, impiccato e squartato per furto di un abito ecclesiastico. 9 febbraio 1801.
Paolo Salvati, impiccato e squartato per aver derubato un corriere del Papa. 11 dicembre 1805.
Bernardo Fortuna, impiccato e squartato per furto ai danni di un corriere francese. 22 aprile 1806.
Tommaso Rotilesi, impiccato per aver ferito un ufficiale francese.
161 furono le esecuzioni capitali per reati comuni nei 15 anni del pontificato di questo vice Dio in terra che prese il mite e devoto nome di Pio.


— Leone XII

Leonida Montanari, decapitato per aver offeso pubblicamente il Papa. 23 novembre 1825.
Angelo Targhini, decapitato per aver ferito una spia papalina. 23 novembre 1825.
Luigi Zanoli, decapitato per aver ucciso uno sbirro papalino. 13 maggio 1828.
Angelo Ortolani, impiccato per aver ucciso guardia papalina. 13 maggio 1828.
Gaetano Montanari, squartato per tentato omicidio dell'emissario papalino Rivolta. 1828
Gaetano Rambelli, impiccato per aver ferito emissario papalino. 1828.
Le esecuzioni capitali, oltre queste sopra elencate, furono 29 e sempre per reati comuni.


— Pio VIII
In un anno di Pontificato eseguì 13 condanne capitali per reati comuni.


— Gregorio XVI

Impose divieto assoluto ad ogni libertà di parola o di espressione scritta che non seguisse i dettami di Santa Madre Chiesa. Dietro le minacce più gravi obbligò gli ebrei di non esercitare nessuna attività fuori del Ghetto.
Giuseppe Balzani, decapitato per offese la Papa. 14 maggio 1833.
Luigi Scopigno, decapitato per furto di oggetti sactri. 21 luglio 1840.
Pietro Rossi, decapitato per piccolo furto. 9 gennaio 1844.
Luigi Muzi, decapitato per piccolo furto. 19 gennaio 1844.
Giovanni Battista Rossi, decapitato per piccolo furto. 3 agosto 1944.
Oltre a queste ci furono sotto il pontificato di questo Santo Padre altre 110 condanne a morte per reati comuni. La descrizione dei moltissimi decapitati, impiccati e squartati dall'Inquisizione sotto Gregorio XI è riportata in un libri scritto da Mastro Titta.


— Pio IX (santificato da Gian Paolo II, chiamato metro cubo di merda da Garibaldi)
Romolo Salvatori, decapitato per aver consegnato ai Garibaldini l'Arciprete di Anagni.

10 settembre 1851.
Gustavo Paolo Rambelli, Gustavo Marloni, Ignazio Mancini, decapitati per aver ucciso tre preti.

24 gennaio 1854.
Antonio de Felici, decapitato per aver attentato al Cardinale Antonelli.

Per comprendere la criminalità di questo Papa (santo), basta dire che quando i patrioti dell'unificazione italiana entrarono nelle carceri pontificie per liberare alcune decine di prigionieri che vi vivevano incatenati da così lungo tempo da aver perso la vista e l'uso delle gambe, trovarono in quei sotterranei mucchi di scheletri e di cadaveri in decomposizione in un misto di tonache di frati e di monache, di vestiti civili di uomini e di donne, divise militari e scarpe come quando furono liberati i campi di sterminio nazisti. Vi furono trovati anche giocattoli di bambini morti insieme ai loro genitori.





Ratzinger e il nazismo


Durante la recente visita in Gran BretagnaPapa Benedetto XVI ha cominciato ad ammettere qualche sia pur minima responsabilità – quantomeno morale – del suo magistero, sul nauseantesilenzio per i tanti, troppi scandali – a cominciare dagli abusi sessuali sui minori – che hanno visto in questi anni per protagonisti tanti uomini della Chiesa. Il Papa ha pubblicamente riconosciuto che la Chiesa cattolica non ha agito “rapidamente” nei casi di abuso. Un primo sincero atto di pentimento e di cristiana contrizione? Forse sì, ma più probabilmente no. Infatti, lo stesso Ratzinger ha poi provato a sviare il discorso evidenziando come i veri nemici della Chiesa oggi sono la laicità e l’ateismo. Evidentemente, molto più di certi prelati col “vizietto” magari della pedofilia. Il Papa ha parlato di “estremismo laico” e poi, per essere sicuro di assestare bene il colpo, ha iscritto d’ufficio i “senza Dio” al partito nazista di Adolf Hitler. Un ragionamento che si fonda sul seguente banale paradosso. I nazisti erano atei, ergo gli atei ed i laici sono tutti nazisti.
RATZINGER “BOLLA” I LAICI – Il Papa ho sostenuto che: “La Gran Bretagna e il suo leader erano contro la tirannia nazista, che voleva eliminare Dio dalla società ed ha negato la nostra umanità comune a molti, soprattutto agli ebrei, che riteneva indegni di vivere“. Ha poi successivamente aggiunto: “Ricordo anche l’atteggiamento dei pastori cristiani e delle persone religiose che si sono riconosciute nella verità della carità, contro i nazisti e pagato per tale opposizione con la loro vita“. Ed infine, ha poi aggiunto la sua personale bolla contro la laicità: “Mentre riflettiamo sui moniti dell’estremismo ateo del ventesimo secolo – ha avvertito – non possiamo mai dimenticare come l’esclusione di Dio dalla vita pubblica conduce in ultima analisi” ad una visione riduttiva della persona e del suo destino”. Insomma, come capita in certe partite di calcio, sentendosi in difficoltà, Papa Ratzinger ha tirato, di proposito, la palla in tribuna. Ma poi ha davvero tutta questa ragione nell’associare al nazismo principi di ferreo laicismo e la stessa negazione di Dio, oppure anche in questo caso il Papa tedesco, peraltro con un trascorso giovanile nella “Gioventù hitleriana“, ha compiuto l’ennesima operazione revisionistamistificatoria?
I NAZISTI ERANO DAVVERO ATEI? – Himmler credeva che una SS qualunque non sarebbe stata in grado di distinguere tra gli attacchi alle Chiese e una difesa di Cristo. Per questo, in una memoria del 1937 indirizzata “a tutti i capi delle SS dal grado di Standartenfuhrer in su“, Himmler impartì la seguente istruzione: “Nell’addestramento ideologico proibisco qualsiasi attacco a Cristo come persona, perché tali attacchi, o la menzogna offensiva che Gesù fosse ebreo, non sono degni di noi e certamente inesatti dal punto di vista storico“. E poi significativamente aggiungeva: “Desidero che gli uomini delle SS siano convinti del valore delnostro sangue e del nostro passato, per mezzo della conoscenza della vera storia del nostro Volk, della preistoria del nostro Volk, della grandezza e della cultura dei nostri progenitori, in modo che si radichino perfettamente nel valore del passato, del presente e del futuro“. Le SS dovevano rispettare non solo Cristo, ma anche la fede in Cristo in quanto parte della storia tedesca. Sono parole assai eloquenti tratte da: Il santo Reich di Richard Steigmann-Gall. Lo stesso Adolf Hitler era contrario all’ateismo di Stato e spesso ha utilizzato lasimbologia religiosa cristiana nei suoi discorsi. Papa Benedetto XVI sembra aver dimenticato che in Germania e in Europa, a lungo, è stato disseminato dalla stessa Chiesa cattolica unsordido antisemitismo. Fino ancora a qualche anno fa, gli ebrei erano accusati dal Vaticano di “deicidio“. Proprio questa scellerata tradizione – di cui il passato della Chiesa porta  tutte le responsabilità – è stata una delle radici stesse, forse quella più buia, della Shoah.


GOTT MIT UNS – E’ pur vero che la nascita dell’ideologia nazista, da una parte hacontrastato il ruolo di elezione alla Chiesa cattolica, per esaltare i tedeschi quale popolo eletto, favorendo così il rilancio del protestantesimo ed impedendo l’espansione del cattolicesimoverso il nord della Germania, mentre dall’altro è entrato in diretta concorrenza con la stessa Chiesa cattolica. Del resto, sia il cattolicesimo sia il protestantesimo volevano l’annientamento degli ebrei, anche se per motivi diversi. Martin Lutero scrisse: “Perché spendere tante parole? Se bastasse vantarsi del fatto che Dio ha parlato con loro e che essi hanno la Sua parola ovvero il Suo comandamento, perché Dio li riconoscesse come Suo popolo, allora i diavoli dell’inferno sono molto più degni di essere il popolo di Dio degli ebrei, anzi, di tutti gli uomini“. Insomma, il nazismo, si è alimentato di tutta quell’intolleranza antigiudaica propria sia della componente cattolica sia di quella protestante. Il suo “paganesimo” era una forma di distinzione, ma a guardalo bene anche unariproposizione, magari grottesca, degli stessi insegnamenti della Chiesa. Sempre da Il santo Reich veniamo a sapere che Himmler passava per un “mistico” che conosceva testi diversi dal cristianesimo, ma la sua educazione cristiana e le sue emozioni erano profondamente cristiane. Un suo collaboratore, per capire le uscite di Himmler decise di leggere dei testi religiosi induisti e buddhisti. “Ma che cosa può capire un cristiano dei testi di altre religioni? Può solo ridurli a quello che lui conosce“, fu la sua sconcertante conclusione sulla mistica del suo superiore. Santità, si potrà provare a nascondere agli occhi dell’opinione pubblica scandali magari ignobili come tutti quelli a sfondo sessuale, ma non certamente falsificare la storia.
Fonte
http://www.giornalettismo.com/archives/83334/nazismo-hitler-bugie-papa/2/