Servizio a cura de "Le Iene"
domenica 11 settembre 2011
Lavoro in nero in Vaticano
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Perché non possiamo essere cattolici
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domenica, settembre 11, 2011
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Il Papa è anche contro la convivenza
11 settembre 2011
Prossimamente: le streghe, cosa farne, bruciarle o semplicemente ucciderle?
Non è sperimentando in anticipo i rapporti sessuali e la vita insieme che i fidanzati si garantiscono un matrimonio felice. “Non pensate – ha detto il Papa a 500 giovani coppie di futuri sposi riunite in piazza Plebiscito ad Ancona – secondo una mentalita’ diffusa, che la convivenza sia garanzia per il futuro”. “Bruciare le tappe – invece – finisce per ‘bruciare’ l’amore, che invece ha bisogno di rispettare i tempi e la gradualita’ nelle espressioni”.
ACCOGLIENTI E MISERICORDIOSI - “Siate accoglienti e misericordiosi, anche con quanti fanno piu’ fatica ad adempiere gli impegni assunti con il vincolo matrimoniale e con quanti, purtroppo, vi sono venuti meno”,ha poi chiesto Benedetto XVI ai sacerdoti presenti questo pomeriggio nella Cattedrale di Ancona. “Cari sacerdoti e cari sposi – ha poi aggiunto rivolto anche alle coppie presenti all’incontro – sappiate trovare sempre nella santa messa la forza per vivere l’appartenenza a Cristo e alla sua Chiesa, nel perdono, nel dono di se’ stessi e nella gratitudine”. “Il vostro agire quotidiano – ha poi concluso – abbia nella comunione sacramentale la sua origine e il suo centro, perche’ tutto sia fatto a gloria di Dio”. (ANSA)
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Madre Teresa by Christopher Hitchens sottotitoli italiano
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IOR,indagato prete per reciclaggio
Avrebbe riciclato servendosi di un proprio conto bancario aperto all'Istituto per le opere religiose, lo Ior, circa 250 mila euro provenienti da una presunta truffa allo Stato da 600 mila euro, realizzata da suo padre e suo zio con fondi Por Sicilia. È l'accusa contestata a un sacerdote di 35 anni, Orazio Bonaccorsi, che vive a Roma, indagato dalla Dda della Procura di Catania per riciclaggio. Nell'inchiesta non ci sono ipotesi di reato per criminalità organizzata, anche se lo zio del prete siciliano, Vincenzo Bonaccorsi, 59 anni, è stato condannato per associazione mafiosa e adesso è indagato per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e intestazione fittizia di beni. Sarebbe stata in realtà sua, secondo le indagini della guardia di finanza, l'azienda agro-ittica del Siracusano che avrebbe ottenuto i fondi Por Sicilia, che era invece intestata a suo fratello, Antonino Bonaccorsi, di 61 anni, padre del prete. Il sacerdote, secondo la Procura di Catania, avrebbe incassato i soldi e li avrebbe versati su un suo conto personale aperto allo Ior, e li avrebbe poi restituiti. Secondo i magistrati quest'operazione avrebbe reso difficile risalire al destinatario finale dei soldi, rendendoli non rintracciabili. Le indagini della guardia di finanza di Catania sono state avviate dopo una segnalazione dell'Uif, l'ufficio antiriciclaggio della Banca d'Italia, sui spostamenti di somme. Nell'inchiesta sono indagate altre tre persone: un imprenditore che avrebbe emesso le false fatture per permettere la truffa, Fabio Salvatore Di Gregorio, di 24 anni, e due consulenti d'azienda, Francesco Altamore, 64 anni, e Santo Salluzio, di 60. Per l'inchiesta Gold Fish la Procura di Catania ha emesso avvisi di conclusione indagini che sono stati notificati da militari della guardia di finanza del capoluogo etneo ai sei indagati. Gli accertamenti compiuti da investigatori del comando provinciale delle Fiamme gialle e del nucleo di Polizia tributaria etnei hanno permesso di ricostruire il percorso dei fondi Por Sicilia che, ha spiegato il procuratore capo Vincenzo D'Agata, erano stati «stanziati per la realizzazione di una struttura già esistente», che è stata sequestrata. Secondo quanto ricostruito dalla guardia di finanza, Antonio Bonaccorsi avrebbe trasferito da un suo conto corrente aperto in un'agenzia di Catania alla Banca popolare di Novara 250mila euro, provento della prima tranche di finanziamenti regionali, su un conto del figlio in un'agenzia della Bnl di Roma con la casuale 'beneficenzà. Da qui, successivamente, i soldi sarebbero finiti nel conto Ior acceso in un'agenzia della Capitale della Banca di Roma con assegni intestati allo stesso sacerdote e la dizione 'a me medisimò. Da quest'ultimo istituto, con nove bonifici che per l'accusa sono stati realizzati da don Orazio, 225mila euro sarebbero ritornati al conto bancario d'origine del padre del sacerdote a Catania. Secondo le ipotesi dell'accusa, il 'girò serviva a rendere non rintracciabile la provenienza dei soldi e a fare diventare irrecuperabili i fondi regionali in caso di contenzioso. Fondi Por che, hanno sottolineato i magistrati, sono stati emessi «tre giorni lavorativi dopo la presentazione della richiesta che è stata fatta il 29 dicembre del 2009». Le indagini della guardia di finanza, che si sono avvalse anche di intercettazioni e pedinamenti, sono state coordinate dal procuratore capo di Catania, Vincenzo D'Agata, e dai sostituti Antonino Fanara e Andrea Bonomo.
Fonte
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=242&ID_articolo=2866&ID_sezione=524&sezione
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Alla scoperta di comunione e liberazione
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L'inquisizione ci vuole-Minacce allo scrittore Ennio Montesi-
Minacce di morte allo scrittore ateo Ennio Montesi
«L’inquisizione ci vuole. L’inquisizione ci vuole, anzi bisognerebbe bruciarvi vivi a tutti voi atei.» è l’allarmante passo conclusivo della mail inviata probabilmente da fondamentalisti cattolici e arrivata allo scrittore Ennio Montesi dall’indirizzo “Anonymous Remailer (austria)” dal quale sembrerebbe molto difficile risalire al reale mittente.
«Segnalo che è pervenuto a un indirizzo di posta elettronica una email anonima di notevole fanatismo critiano-cattolico di minacce di morte indirizzate alla mia persona. Non avendo nemici di alcun tipo presumo che la minaccia di morte sia a causa dei miei libri, dei saggi da me scritti, dei miei articoli giornalistici essendo io uno scrittore dichiaratamente ateo e sbattezzato, cioè non appartenente ad alcuna religione e tanto meno alla setta fondamentalista ed oscurantista denominata Chiesa cattolica.» si legge nella denuncia che Ennio Montesi ha inoltrato il 6 settembre 2011 a Vincenzo Macrì, Procuratore Generale presso il Tribunale di Ancona, a Paolo Orrei, Prefetto di Ancona e a Roberto Maroni, Ministro dell’Interno. Il messaggio di minacce di morte è indirizzato anche ad Attilio Folliero.
«Non conosco e non ho mai visto Attilio Folliero se non per aver scambiato con lui qualche raro messaggio su Facebook e sembrerebbe che egli viva e faccia il professore universitario a Caracas, in Venezuela. Per sua sicurezza gli ho inoltrato il messaggio di minacce di morte pervenute ed estese anche alla sua persona affinché anche lui potesse prendere provvedimenti sulla gravità del fatto.» Continua la denuncia. «Dopo i gravissimi crimini, la strage e gli omicidi accaduti ad Oslo, queste minacce di morte di fanatismo e di fondamentalismo cristiano-cattolico non sono da sottovalutare e non sono da prendere sotto gamba, ma bensì da considerare con la massima serietà. È evidente che il contenuto del messaggio email è terrorizzante e riguarda la sicurezza fisica della mia persona, la mia incolumità personale e quelle della mia famiglia. Tale inaudito fondamentalismo politico e di fanatismo religioso cristiano-cattolico, per quanto mi riguarda, è inquietante e presumo e spero che la Procura della Repubblica e la Prefettura vigilino con la dovuta attenzione e con professionalità su tale circostanza e sull’evolversi della situazione futura per evitare spiacevoli e tragiche conseguenze.
Chiedo alla Procura della Repubblica e alla Prefettura che in qualche modo provvedano a tutelare e a salvaguardare la sicurezza sia mia che di quelle della mia famiglia poiché mi sento e ci sentiamo minacciati di morte da un qualche fanatico religioso e in grande pericolo di vita. Spero che venga allertata e coinvolta anche l’Organizzazione Internazionale della Polizia Criminale – INTERPOL di Lione, in Francia, affinché siano svolte le dovute indagini per risalire all’autore, o agli autori delle minacce di morte e alle loro identità personali. A nessuno si può imporre di credere all’esistenza del pittoresco personaggio di fantasia denominato “Dio”, né al personaggio di fantasia denominato “Gesù detto il Cristo”, oppure al personaggio di fantasia denominato “Pinocchio” oppure all’“Uomo Ragno” oppure a “Biancaneve” e i “Sette Nani”. Nessuno può obbligare nessuno a credere o a non credere a personaggi immaginari, e tanto meno nessuno può imporre a nessuno di adorare o di venerare tali personaggi.
E a maggior ragione nessuno può essere minacciato di morte in quanto non credente a tali farneticanti superstizioni medioevali. Faccio presente, che nessuno – neanche gli adepti della setta della Chiesa cattolica – possono permettersi di imporre e di obbligare le persone a dovere credere a tutti i costi e forzatamente a leggende fantasiose. Nessuno può “bruciare le persone vive” come si inneggia nel messaggio di morte anonimo pervenuto nel quale si tira in ballo il criminale Tribunale dell’Inquisizione della Chiesa cattolica, Inquisizione che nell’arco dei secoli ha compiuto crimini e genocidi efferati e atroci contro l’Umanità.»
«Segnalo che è pervenuto a un indirizzo di posta elettronica una email anonima di notevole fanatismo critiano-cattolico di minacce di morte indirizzate alla mia persona. Non avendo nemici di alcun tipo presumo che la minaccia di morte sia a causa dei miei libri, dei saggi da me scritti, dei miei articoli giornalistici essendo io uno scrittore dichiaratamente ateo e sbattezzato, cioè non appartenente ad alcuna religione e tanto meno alla setta fondamentalista ed oscurantista denominata Chiesa cattolica.» si legge nella denuncia che Ennio Montesi ha inoltrato il 6 settembre 2011 a Vincenzo Macrì, Procuratore Generale presso il Tribunale di Ancona, a Paolo Orrei, Prefetto di Ancona e a Roberto Maroni, Ministro dell’Interno. Il messaggio di minacce di morte è indirizzato anche ad Attilio Folliero.
«Non conosco e non ho mai visto Attilio Folliero se non per aver scambiato con lui qualche raro messaggio su Facebook e sembrerebbe che egli viva e faccia il professore universitario a Caracas, in Venezuela. Per sua sicurezza gli ho inoltrato il messaggio di minacce di morte pervenute ed estese anche alla sua persona affinché anche lui potesse prendere provvedimenti sulla gravità del fatto.» Continua la denuncia. «Dopo i gravissimi crimini, la strage e gli omicidi accaduti ad Oslo, queste minacce di morte di fanatismo e di fondamentalismo cristiano-cattolico non sono da sottovalutare e non sono da prendere sotto gamba, ma bensì da considerare con la massima serietà. È evidente che il contenuto del messaggio email è terrorizzante e riguarda la sicurezza fisica della mia persona, la mia incolumità personale e quelle della mia famiglia. Tale inaudito fondamentalismo politico e di fanatismo religioso cristiano-cattolico, per quanto mi riguarda, è inquietante e presumo e spero che la Procura della Repubblica e la Prefettura vigilino con la dovuta attenzione e con professionalità su tale circostanza e sull’evolversi della situazione futura per evitare spiacevoli e tragiche conseguenze.
Chiedo alla Procura della Repubblica e alla Prefettura che in qualche modo provvedano a tutelare e a salvaguardare la sicurezza sia mia che di quelle della mia famiglia poiché mi sento e ci sentiamo minacciati di morte da un qualche fanatico religioso e in grande pericolo di vita. Spero che venga allertata e coinvolta anche l’Organizzazione Internazionale della Polizia Criminale – INTERPOL di Lione, in Francia, affinché siano svolte le dovute indagini per risalire all’autore, o agli autori delle minacce di morte e alle loro identità personali. A nessuno si può imporre di credere all’esistenza del pittoresco personaggio di fantasia denominato “Dio”, né al personaggio di fantasia denominato “Gesù detto il Cristo”, oppure al personaggio di fantasia denominato “Pinocchio” oppure all’“Uomo Ragno” oppure a “Biancaneve” e i “Sette Nani”. Nessuno può obbligare nessuno a credere o a non credere a personaggi immaginari, e tanto meno nessuno può imporre a nessuno di adorare o di venerare tali personaggi.
E a maggior ragione nessuno può essere minacciato di morte in quanto non credente a tali farneticanti superstizioni medioevali. Faccio presente, che nessuno – neanche gli adepti della setta della Chiesa cattolica – possono permettersi di imporre e di obbligare le persone a dovere credere a tutti i costi e forzatamente a leggende fantasiose. Nessuno può “bruciare le persone vive” come si inneggia nel messaggio di morte anonimo pervenuto nel quale si tira in ballo il criminale Tribunale dell’Inquisizione della Chiesa cattolica, Inquisizione che nell’arco dei secoli ha compiuto crimini e genocidi efferati e atroci contro l’Umanità.»
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Torino,inaugurata stazione metro con preghiera e bedizione
Un paio di giorni fa è stata inaugurata la stazione della metropolitana di Porta Susa, a Torino. L’inaugurazione è stata aperta con preghiera e benedizione da parte di mons. Piero Delbosco, provicario generale dell’arcidiocesi torinese. Presenti tra gli altri il sindaco Piero Fassino, il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, nonché diversi consiglieri e assessori comunali. Lo documenta un video postato su YouTube dal consigliere comunale Vittorio Bertola (Movimento 5 Stelle).
Protesta anche il consigliere comunale Silvio Viale (radicali), che presenterà una interpellanza urgente. Nel suo comunicato , l’esponente radicale si chiede “che senso abbia imporre la benedizione di una sola religione a tutti i cittadini in una manifestazione laica”.
Valentino Salvatore
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