venerdì 9 settembre 2011
Chiesa Cattolica S.P.A. Ma quanto ci costi?
Roma, 11 Febbraio 1929. Il cardinale Segretario di stato Pietro Gasparri firmò, per conto della Santa Sede, un trattato con l’allora Primo Ministro del Regno d’Italia, Benito Mussolini. Si trattava di un “accordo di mutuo riconoscimento” e prese il nome di Patti Lateranensi (dal palazzo di Laterano in cui si firmò per gli accordi ). I Patti Lateranensi erano e sono costituiti tutt’ora da due distinti accordi: il “Trattato” che riconosce la sovranità e l’indipendenza della Santa Sede e la fondazione dello Stato Vaticano; e il “Concordato” che definiva le responsabilità civili, religiose e finanziarie fra i due Stati. In seguito fu emessa una legge, che oggi ritroviamo nell’articolo 7 della Costituzione Italiana e che dice esplicitamente:
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Ciò significa che lo Stato Italiano non può rinunciare in nessun caso i Patti Lateranensi, qualora ve ne sia necessità, se non cambiando il Trattato e stringendo un nuovo accordo con il Vaticano stesso. Il Concordato prevedeva inoltre che la Chiesa, quindi lo Stato del Vaticano, fosse esente dalle tasse statali e che venisse restituito come risarcimento 1 miliardo e 700 milioni di lire per i precedenti danni causati dal potere temporale, cioè dallo Stato.
Analizziamo quali sono oggi le proprietà in mano alla Chiesa, così da individuare quanto denaro trattiene a scapito dello Stato Italiano:
8.779 scuole, tra cui asili, elementari, medie, superiori, università e musei;
4.712 centri di assistenza medica;
118 sedi vescovili;
12.314 parrocchie;
12.000 oratori;
360 case generalizie di ordini religiosi;
504 seminari;
1.000 conventi maschili o femminili;
E come preannuncia il titolo di questo articolo vediamo quanto ci costa la Chiesa a noi italiani:
( milioni espressi in euro )
650 milioni per stipendiare gli oltre 22mila insegnanti di religione;
260 milioni per finanziare le suole e le università cattoliche;
25 milioni per la fornitura del servizio idrico alla Città del Vaticano;
18 milioni per i buoni scuola da dare a studenti delle scuole cattoliche;
9 milioni per la sicurezza dei dipendenti vaticani e le loro famiglie;
8 milioni per gli stipendi dei cappellani militari;
7 milioni per il fondo di previdenza del clero;
11 milioni per la costruzione di edifici di culto e la loro ristrutturazione;
Vanno aggiunti i circa 6 miliardi di euro riguardanti i vantaggi fiscali di cui la Chiesa beneficia, quindi Ici, Iva e tutte le altre imposte statali quali un cittadino italiano deve pagare. E considerando che circa il 23% degli immobili sul territorio italiano sono di proprietà del Vaticano, provate ad immaginare su che cifre ci aggiriamo…
Aggiungiamo 1 miliardo di euro annui che proviene dal’8 per mille alla Chiesa Cattolica e siamo quindi arrivati a circa 9 miliardi di euro. Denaro tolto alle casse dello Stato Italiano e ai suoi cittadini.
Fonte
http://cosmopotere.wordpress.com/2011/03/01/chiesa-cattolica-s-p-a-ma-quanto-ci-costi/
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venerdì, settembre 09, 2011
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Urina davanti alla statua della Madonna durante processione dell'Assunta: arrestato
Martedì 16 Agosto 2011
BENEVENTO - Urina al passaggio della processione dell'Assunta e per questo un cittadino extracomunitario, di 37 anni, viene identificato e denunciato dai carabinieri per atti contrari alla pubblica decenza e ubriachezza molesta. È accaduto a Campolattaro, in provincia di Benevento. L'uomo, al passaggio della processione dell'Assunta, si è abbassata la cerniera del pantalone ed ha cominciato ad urinare alla presenza dei fedeli che stavano seguendo la processione.
L'extracomunitario è stato fermato immediatamente dai carabinieri. Per lui, oltre alla denuncia, è scattato anche il foglio di via obbligatorio in base al quale non potrà tornare a Campolattaro per i prossimi tre anni.Fonte
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=159798&sez=LEALTRE
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Un fiume di denaro: il miracolo della Chiesa che paghiamo noi
17 agosto 2011
Ici, otto per mille e molto altro: i vantaggi del clero in Italia sono tutt’altro che spirituali
“Anziché fare il bello addormentato, Formigoni renda pubblici i finanziamenti che come Regione Lombardia ha dato in venti anni al mondo vaticano e ciellino“: cosi’ attacca oggi Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani, sollevando una questione annosa mai veramente chiarita.
NIENTE TASSE PER LA CHIESA – “Non si tratta di tagliare i fondi per i poveri – aggiunge – ma di eliminare quelle esenzioni fiscali per attività commerciali che la stessa Unione Europea potrebbe considerare illeciti aiuti di Stato. Quando il Vaticano e le sue diverse ramificazioni macinano profitti con il loro immenso patrimonio immobiliare, con il turismo, con le cliniche e gli ospedali, con le scuole e le università, non v’è ragione che non paghino le tasse come tutti noi comuni mortali”.
E L’OTTO PER MILLE? -“Sull’otto per mille – prosegue Staderini – Formigoni si dimentica di dire che la Cei incassa un miliardo di euro, ovvero cinque volte quello che i partiti prendono tutti insieme di finanziamento pubblico, e lo spende soprattutto per pagare lo stipendio ai preti, costruire nuove chiese, finanziare le varie iniziative politico-culturali della Conferenza episcopale e la galassia di associazioni antiabortiste protagoniste della guerra al referendum sulla legge 40. Di anticristiano sino ad oggi c’e’ solo l’uso del denaro a fini di potere. Quanto ai Trattati internazionali – conclude – non durano in eterno’.
I 5 CENTS DI GRAMELLINI – Sulla questione delle esenzioni di cui gode la Chiesa e sui formidabili introiti dell’8 per 1000 si pronuncia, in modo ironico ma non meno tagliente, Massimo Gramellini, nel Buongiorno della Stampa di questa mattina. Il caso parte dal rifiuto categorico della Diocesi di Napoli di adeguarsi alle prescrizioni della nuova manovra, che prevede di spostare tutte le festività che cadono in giorni feriali alla domenica successiva: “San Gennaro – racconta Gramellini – non vuol proprio saperne di liquefare il suo sangue in una mattinata festiva. Neppure l’ipotesi alternativa – compiere il miracolo di lunedì durante la pausa pranzo o alle nove di sera, in pieno «prime time», senza interferire con l’orario lavorativo dei fedeli – pare aver incontrato il gradimento dell’interessato”.
IL VERO MIRACOLO! -E poi continua: “Naturalmente nessuno mette in dubbio che l’arcidiocesi di Napoli abbia un collegamento preferenziale con San Gennaro e ne interpreti fedelmente il pensiero. Ma allora ci piacerebbe approfittare della linea diretta per conoscere l’opinione del Santo anche sui 4 miliardi annui di esenzioni fiscali di cui la Chiesa italiana continua a godere persino su residenze e attività estranee al culto. Che sia questo il vero miracolo?” Da Milano a Napoli, da Formigoni a San Gennaro, tutte le strade portano ai forzieri della chiesa.
Fonte
http://www.giornalettismo.com/archives/139487/un-fiume-di-denaro-il-miracolo-della-chiesa-che-paghiamo-noi/2/
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Recuperare risorse? Si cominci tagliando i costi della religione
08 AGOSTO 2011
La gravità della crisi economica è tale che tutti parlano di ridurre gli sprechi. Molti parlano di sforbiciare i privilegi della casta politica, ma nessuno, proprio nessuno, parla invece di intervenire sugli enormi contributi che lo Stato eroga ogni anno per fini religiosi.
L’UAAR ricorda che, anche solo lasciando allo Stato la quota delle scelte inespresse dell’Otto per Mille, si recupererebbero ogni anno oltre seicento milioni di euro. Ed introducendo l’ICI sui beni ecclesiastici ad uso commerciale, azzerando l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione destinati all’edilizia di culto ed eliminando, come Costituzione comanda, ogni onere statale per la scuola privata, la cifra aumenterebbe in modo ancora più sostanzioso.
L’entità della somma che finisce nelle tasche delle organizzazioni ecclesiastiche è sconosciuta persino al governo, e ciò dimostra come in Italia esista una realtà economica semisommersa che sfugge ai controlli. Se bisogna stringere la cinghia, conclude l’UAAR, giustizia vuole che si cominci da chi gode dei privilegi più sostanziosi.
Comunicato stampa UAAR
Fonte
http://www.uaar.it/news/2011/08/08/recuperare-risorse-cominci-tagliando-costi-della-religione/
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Così i simpatici frati fiorentini augurano al ladro un “incentivo” dal cielo per convertirsi all’onestà
17 agosto 2011
L’abbiamo fatto tutti, di augurare piccoli infortuni. Più o meno piccoli, più o meno adatti ad esser raccontati a tavola. E talvolta ci si pente di aver fatto brutti pensieri, che certe cose non si augurano a nessuno. Ma consoliamoci, anche i frati perdono la pazienza!
TI VENISSE UNA… -E’ successo a Firenze, tra i francescani del convento di San Salvatore al Monte, che si trova sopra a piazzale Michelangiolo: dopo che per due volte sono state rubate pregiate edizioni della Bibbia dal leggio al centro della chiesa, i frati hanno esposto un cartello per ammonire eventuali malintenzionati scrivendo anche: ‘Preghiamo il Signore che a questo ladro faccia venire una forte cacarella’ e che ‘questa sia di stimolo per aiutarlo a non compiere nuovi furti’.
IL FATTO - I frati, come riporta oggi anche il Nuovo Corriere di Firenze, hanno rimesso altre due Bibbie a disposizione dei fedeli, una in italiano e una in lingua inglese, e ora temono altri furti. ‘Ci sono state rubate due Bibbie in pochi giorni – raccontano dal convento – La prima era una versione pregiata, anche costosa; rubata questa, un benefattore ce ne ha riportata un’altra e hanno rubato anche questa. Abbiamo fatto denuncia alla polizia’. Secondo i frati ‘ci rubano le Bibbie per regalarle ad altri, visto che sono libri poderosi ma che comunque si trovano in commercio’. Souvenir d’eccezione, una Bibbia rubata: sia per il luogo noto e sacro da cui proviene, sia perché porta con sé l’ira dei fratini, mica facile da procurare.
NESSUN PENTIMENTO – E una volta accesa la miccia, non ci si rimangia niente: nessun ‘pentimento’ emerge dal convento per l’augurio non proprio francescano fatto al ladro di avere un ‘mal di pancia’. ‘Un linguaggio non proprio pulito da parte di chi fra noi ha scritto il messaggio – riconosce uno dei padri – Ma non ne potevamo piu’! Il Signore, e i fedeli, ci capiranno’. Anche perche’, nello stesso testo, la Fraternita’ francescana di San Salvatore al Monte scrive dopo il secondo furto: ‘Purtroppo fratello ladro ha colpito nuovamente e nuovamente vogliamo pregare per la sua conversione. Che si penta e restituisca il maltolto’. Ma, intanto, nel convento, si augurano al ladro anche problemi intestinali.
Fonte
http://www.giornalettismo.com/archives/139431/ladro-di-bibbie-ti-venisse-una-cacarella/
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Bimba di 9 anni stuprata I medici praticano l’aborto e la Chiesa li scomunica
07 MARZO 2009
È una scomunica che fa discutere. Arriva dal Brasile, ma supera i confini geografici per entrare nelle coscienze. La Chiesa cattolica brasiliana scomunicato i medici che qualche giorno fa hanno autorizzato l’aborto a una bambina di 9 anni rimasta incinta in seguito alle violenze sessuali subite dal patrigno.
«Chi ha realizzato l’aborto è stato scomunicato, si spera che queste persone, in un momento di riflessione, si pentano», ha dichiarato alla stampa l’arcivescovo di Recife, José Cardoso Sobrinho.
Il patrigno della bambina, un uomo di 23 anni, si trova in stato d’arresto da giorni in un carcere dell’entroterra del Pernambuco, in seguito alla confessione di aver stuprato la piccola - la prima volta tre anni fa - e di aver abusato anche della sorella invalida di 14 anni. Alla bambina di 9 anni vengono attualmente somministrati medicinali per indurre un aborto farmaceutico alla gravidanza di due gemelli in seguito agli abusi, ricorda la stampa locale, che da giorni sta seguendo il caso. La vicenda della piccola ha diviso tra l’altro anche i suoi genitori, visto che il padre si è detto contro l’aborto, la madre invece a favore.
Livio Moraes, primario all’ospedale dell’Università di Pernambuco, ha ricordato che la legge brasiliana «autorizza l’aborto in caso di stupro o pericolo di morte». Rispondendo a questa dichiarazione, l’arcivescovo Sobrinho ha sottolineato che «la legge di Dio è al di sopra della legge umana. Quando una norma promulgata da legislatori umani va contro la legge di Dio perde ogni valore».
La posizione del Vescovo è stata confermata dal Vaticano, attraverso padre Gianfranco Grieco, capo ufficio del Pontificio Consiglio per la Famiglia: «È un tema molto, molto delicato» ma «la Chiesa non può mai tradire il suo annuncio, che è quello di difendere la vita dal concepimento fino al suo termine naturale, anche di fronte a un dramma umano così forte, come quello della violenza di una bimba». E la scomunica? «I vescovi giustamente predicano il mistero della vita e la chiesa non può tradire il suo annuncio. L’aborto non è una soluzione, è una scorciatoia». La posizione vaticana è stata duramente contestata dal governo brasiliano, a cominciare dal presidente Lula: «Come cattolico mi rammarico profondamente che un vescovo della Chiesa cattolica abbia avuto tale comportamento conservatore. La medicina è su questo punto più corretta della Chiesa, e ha fatto ciò che doveva fare: salvare la bambina».
Fonte
http://www.ilgiornale.it/interni/bimba_9_anni_stuprata_i_medici_praticano_laborto_e_chiesa_li_scomunica/07-03-2009/articolo-id=333917-page=0-comments=1
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Uno schizzo di Rembrandt, rubato, trovato in una chiesa
Il sito della BBC scrive che uno schizzo di Rembrandt, del valore di 250.000 dollari, rubato da un hotel della California lo scorso weekend, è stato ritrovato in una chiesa a venti miglia di distanza dal luogo del furto. Al momento non sono stati compiuti arresti.
Luciano Vanciu
Fonte
http://www.uaar.it/news/2011/08/17/uno-schizzo-rembrandt-rubato-trovato-una-chiesa/
Luciano Vanciu
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http://www.uaar.it/news/2011/08/17/uno-schizzo-rembrandt-rubato-trovato-una-chiesa/
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