domenica 11 settembre 2011

IL NATALE DEI PASTAFARIANI,ECCO COME FESTEGGIARLO.



10 settembre 2011 il giorno sacro al Dio degli spaghetti volante cade il 19 settembre:ecco come onorarlo
La festività ufficiale di tutti i pastafariani nel mondo si avvicina, e festeggiarla nel modo giusto è il primo passo per onorare al meglio il proprio credo. Ma come si festeggia il “natale” del Dio degli Spaghetti Volante? Semplice: il 19 settembre, per tutto il giorno, ovunque siate, dovrete parlare come un pirata. Corpo di mille balene!
PERCHE’ - Ma cosa c’entrano i pirati con la pasta? E’ presto detto: la religione di cui stiamo parlando nacque quando Bobby Henderson, promettente fisico appena laureato, per protestare contro la decisione del consiglio per l’istruzione del Kansas di insegnare il creazionismo nei corsi di scienze come un’alternativa alla teoria dell’evoluzione, ha inventato una religione tutta sua: appunto questo. La divinità creatrice dell’Universo, cioé il Mostro di spaghetti volante, una sera che era particolarmente sbronzo, casualmente aveva dato vita a tutto ciò che esiste, con un solo movimento di quelle che i credenti chiamano “la sua spaghettosa appendice”. E i pirati? Ci arriviamo: per sconfessare i nessi causali che le altre religioni utilizzavano per “dimostrare” la propria bontà, anche i pastafariani ne hanno adottato uno, molto particolare. Secondo loro l’aumento dell’effetto serra nel mondo è correlato alla diminuzione dei pirati. Insomma: volete salvare il pianeta? Siate pirati. E se non ci credete, ecco il grafico che lo dimostra. Inoppugnabilmente, of course.

I gatti transgenici che aiutano a curare l'AIDS



Sono amici dell’uomo da 9.000 anni, dividono con l’uomo oltre 250 malattie ereditarie e d’ora in poi igatti diventeranno uno dei piu’ validi aiuti nella ricerca contro l’Aids, ma anche contro numerose altre malattie, in primo luogo quelle neurologiche. Lo testimoniano le immagini dei primi gattitransgenici, resi fluorescenti dal gene di una medusa se osservati alla luce blu e nel cui Dna e’ stato introdotto il gene che rende i Macachi Rhesus resistenti al virus dell’Aids.
ESPERIMENTI IMPOSSIBILI – La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Methods, e’ stata condotta nell’americana Mayo Clinic di Rochester. E’ un risultato senza precedenti perche’ e’ per la prima volta viene prodotta questa modificazione genetica in un carnivoro. In questo modo diventa possibile eseguire nei gatti esperimenti finora impossibili su topi e scimmie e si apre la strada alla comprensione di numerose malattie. L’attesa e’ enorme nel mondo scientifico, considerando che oltre il 90% dei geni dei gatti ha un corrispondente nel Dna dell’uomo. ‘Una delle cose piu’ belle di questa ricerca e’ che portera’ benefici sia alla salute umana che a quella dei felini’, spiega il responsabile del progetto, Eric Poeschla.
ARMI NUOVE – Il virus dell’immunodeficienza felina (Fiv) causa nei gatti una Sindrome di immunodeficienza acquisita (Aids) allo stesso modo di come l’Hiv fa nell’uomo e le proteine che normalmente difendono gli uomini e i felini dagli attacchi virali risultano inefficaci contro questo tipo di virus. I ricercatori hanno pensato cosi’ di imitare le ‘armi’ che nel corso dell’evoluzione hanno portato alcune scimmie, come i Macachi Rhesus, ad essere immuni dal virus dell’Aids: hanno utilizzato dei virus come vettori per trasferire i geni che producono due fattori antivirali dei Macachi Rhesus (chiamati TrimCyp ed eGfp) all’interno degli ovociti di gatto. Gli ovuli sono stati poi fecondati e sono nati cosi’ tre gattini portatori della modificazione genetica, come dimostra ‘l’etichetta fluorescente’ che permette di riconoscere i nuovi geni in attivita’ in molti organi, fra i quali i piu’ bersagliati dal virus Hiv, come timo, linfonodi e milza.
CAPIRE - I piccoli sono in buona salute e una volta adulti, saranno in grado di trasmettere alla prole i geni anti-Aids. La tecnica, rilevano i ricercatori, non sara’ utilizzata direttamente per trattare uomini ogatti contro l’Aids, ma permettera’ di comprendere al meglio i meccanismi per sviluppare sistemi di difesa efficienti contro questa malattia. Si tratta di un passo in avanti notevole nella ricerca perche’ i gatti geneticamente modificati ottenuti finora, come la gattina Copycat ottenuta nel 2002, erano stati ottenuti a partire da cellule adulte fatte regredire e poi trasferite in una nuova cellula privata a sua volta del nucleo. Questo processo di trasferimento nucleare, piu’ noto come clonazione, ha dimostrato pero’ di non funzionare perche’ gli animali nati in questo modo avevano anomalie a livello cellulare e molecolare.(ANSA).


http://www.giornalettismo.com/archives/146771/i-gatti-transgenici-che-aiutano-a-curare-laids/2/

LE BAMBINE COSTRETTE A CAMBIARE SESSO



27 giugno 2011 - In India preferiscono i figli maschi. E i genitori ricchi sottopongono le femmine ad interventi di genitoplastica.
Sono numerose le bambine indiane costrette a cambiare sesso da genitori desiderosi di un figlio maschio. A rivelarlo è un rapporto dell’autorevole giornale Hindustan Times, che bolla come “scioccante” e “senza precedenti” la tendenza che si materializza negli ultimi tempi negli ospedali e cliniche di Indore, città dell’India centrale, nello stato del Madhya Pradesh, e di cui sono vittima bambini da 1 ai 5 anni. I chirurghi di Indore sono stati contattati per la “conversione” di centinaia di ragazze, successivamente imbottite di farmaci ormonali. “Il processo utilizzato per ‘ricavare’ un figlio maschio da una femmina è conosciuto come genitoplastica”. [...]

LA CAPITALE DELLA GENITOPLASTICA – Nella società indiana assume un valore importante la nascita di un figlio maschio ed erede. Le femmine sono spesso viste come un fardello costoso. Per questo i test per la determinazione del sesso durante la gravidanza sono illegali per impedire l’aborto di feti femminili. In alcuni stati il rapporto tra donne e uomini è sceso a 7 a 10. Secondo quanto riportato dal Mail Online, i genitori ricchi da Delhi e Mumbai si recano ad Indore, capitale degli interventi di genitoplastica. Il costo dell’intervento chirurgico per correggere le figlie è relativamente basso. Costa 2mila euro.
 LE PROTESTE - La notizia dell’abuso della pratica negli ultimi giorni ha fatto il giro del web ed è stata duramente condannata dagli utenti dei social network. Ha scritto ad esempio l’attivista femminista Taslima Nasreen: “Shocking! Non solo le persone uccidono i feti femminili, ora le ragazze vengono trasformate in maschi attraverso la genitoplastica”. “Dovrebbero andare in prigioni i medici che la praticano”, ha denunciato. La Commissione nazionale per la protezione dei diritti del bambino siè messa in moto chiedendo al governo del Madhya Pradesh di indagare medici ed ospedali citati nell’inchiesta dell’Hindustan Times.
LA DIFESA – L’intervento nell’occhio del ciclone consiste nella ‘costruzione’ di un pene con i tessuti dell’organo femminile e di una cura di ormoni maschili. I medici si difendono dalle accuse sostenendo di intervenire solo su bambini i cui organi esterni non corrispondevano a quelli interni. Ma non apportano prove a sostegno della validità delle loro affermazioni. “Quando il bambino cresce può essere confuso circa il sesso al quale appartiene”, ha detto Milind Joshi, un chirurgo pediatrico che segue la procedura in uno degli ospedali incriminati. “Questa chirurgia – ha aggiunto – ferma il disordine del bambino circa la determinazione del sesso e blocca i problemi psicologici”. I genitori dei bambini operati sottoscrivono: “Mio figlio non sarà confuso sul suo sesso in futuro e vivrà una vita normale, senza alcun ricordo dell’intervento chirurgico”.
 PROBLEMI PSICOLOGICI – Un altro chirurgo pediatrico, Brijesh Lahoti, sottolinea invece la facilità con la quale è possibile arrivare al cambio di sesso dei propri figli: “In India non c’è alcun problema nello svolgimento di questi interventi. Basta il consenso dei genitori e una dichiarazione giurata. Si tratta di interventi chirurgici di ricostruzione con i quali viene determinato il sesso del bambino in base ai suoi organi interni e non solo sulla base degli organi esterni”. Il tutto in assenza di norme che tutelino i diritti del bambino, di sensibilizzazione della gente sul tema e una politica efficace. Per molti è l’operazione chirurgica a causare problemi psicologici. “L’intervento chirurgico può avere effetti psicologici profondi alungo termine su un individuo, che potrebbe un giorno non accettare il sesso assegnatogli dai genitori”, dice Suchitra Inamdar, consigliere di Mumbai.

L’ ADULTERA VA PUNITA. E SEI DONNE LA TORTURANO E LA VIOLENTANO



12 aprile 2011 - Tremendo il caso di cronaca che arriva dalla Francia.
Sembra la storia di Bocca di Rosa, la canzone di de André, con qualche piccola modifica e soprattutto con un esito tragico: sei donne torturano e stuprano selvaggiamente una donna francese presunta colpevole di adulterio nei confronti del marito di una di loro. Davvero un caso inconsueto, specialmente se si pensa che proviene da un contesto di vita quotidiana come tanti, senza che ci si aspettasse una tale escalation.
VIOLENZE – Succede comunque in Francia, alle porte di Parigi.
Una donna di 31 anni e’ stata violentata nelle Yvelines, un dipartimento alle porte di Parigi, da altre sei donne che l’accusavano di avere una relazione con il marito di una di loro. La donna, riferiscono fonti vicine all’inchiesta, era stata invitata da alcune conoscenti a presentarsi in un appartamento della zona ‘per un motivo futile’: e’ stata legata a una sedia, schiaffeggiata, spogliata, bagnata
 con secchi d’acqua, rasata a zero, oltre ad essere minacciata con un taser, l’apparecchio di autodifesa che genera shock elettrici. ‘C’era una volonta’ di umiliarla per farle confessare il suo sbaglio, quella era la punizione’, ha detto la stessa fonte.
Siamo a Trappes, cittadina del dipartimento delle Yvelines, vicino Parigi. Ancora non moltissimo si sa del caso di cronaca, le indagini sono ancora in corso. Certo è che le sei donne finiranno sotto processo.
REGOLAMENTO DI CONTI – I media francesi sanno, come prevedibile, qualcosa in più della vicenda.
E’ stato un regolamento di conti sordido quello che si è svolto venerdì sera in un appartamento a Trappes. E, fatto raro, le persone implicate sono tutte donne. Quel giorno, sei giovani donne, fra i 21 e i 29 anni, hanno deciso di tenere un agguato alla loro vittima. L’accusavano di avere delle relazioni sessuali con il compagno di una di esse. Con un pretesto, la invitano a ragguingerle in un appartamento, situato in piazza Yves Farge a Trappes. Quando la porta dell’appartamento si chiude, è troppo tardi. Fra quei muri la donna, di 31 anni, subisce, per due ore, ogni sorta di umiliazione. Legata ad una sedia, la insultano. Passano al livello superiore poco dopo, la denudano parzialmente, le tirano dei secchi d’acqua addosso, la molestano mentre la insultano. La minacciano con un Taser. E, inoltre, vogliono far vedere a quella musulmana praticante il suo fato. Così, non contente di ciò che è accaduto finora, con l’aiuto di un rasoio le rasano la testa. A seguito di queste due ore di calvario, le donne riaccompagnano la vittima a casa dei suoi genitori.
Una storia davvero terribile in una normale periferia dell’hinterland parigino. E non è finita, perchè le colpevoli di tale violenza pretendono che la donna, secondo loro colpevole, faccia pubblica proclamazione di colpevolezza.
La punizione non è finita. Vogliono che la loro vittima riconosca i suoi errori, si scusi pubblicamente e ammetta la sua colpa davanti ai genitori. Finalmente, è suo padre che mette fine al calvario. Decide di denunciare le sei donne, che vengono interrogate e presentate sabato davanti alla questura di Versailles. Cinque di esse sono messe sotto inchiesta per violenza aggravata e sequestro armato e premeditazione di delitto.

Al parroco: “Curati tu”. Irruzione in piena messa



6 giugno 2011 - Irruzione nella chiesa a San siro. Al parroco: “Curati tu”.
Irruzione in piena messa: non male come idea. Con tanto di striscioni “Padre Alberto curati tu”. E’ quanto è accaduto, racconta il Giornale, a Milano:
L’ irruzione ieri verso mezzogiorno, alla chiesa di San Giuseppe Calasanzio di via don Gnocchi a San Siro, durante la messa officiata dal vescovo ausiliario Marco Ferrari, il parroco padre Alberto e don Vittorio De Paoli, per l’ultima giornata di esposizione dell’immagine della Madonna pellegrina di Fatima. Oggetto della contestazione la posizione di padre Alberto, che avrebbe definito l’ omosessualità una malattia, curabile con il sostegno di uno psicologo.  Gli autonomi hanno sfoggiato lo striscione «Padre Alberto, curati tu» e urlato «fuori i preti» e «chiudete le chiese». «Il vescovo ha smesso di celebrare la messa, un giovanissimo parrocchiano è svenuto per la paura – racconta ora don Vittorio – poi i fedeli hanno reagito, sono volati insulti e qualche spintone.
 I ragazzi, una ventina circa, sono usciti e qualche parrocchiano ha urlato che si sentivano forti perché Giuliano Pisapia aveva vinto le elezioni». Ricevendo come risposta «Pisapia ha liberato Milano, presto ne vedrete delle belle». Quindi la fuga. La Digos sta cercando di identificare i protagonisti della gazzarra, anche se i maggiori sospetti cadono sul vicino centro sociale «Cantiere». «Sono solo un povero prete, ma se potessi parlare con il sindaco gli racconterei cosa è successo, come è stato speso il suo nome, invitandolo a intervenire prima che queste irruzioni in luoghi di culto diventino consueti».
Significativo è che Repubblica riporti che il parroco tenga corsi di sostegno per le giovani coppie:
Arrivano poco dopo le 12.30 di domenica mattina. Sono in venti. Si fermano dietro l’ultima fila di fedeli. «Padre Alberto, curati tu!» urlano interrompendo le parole di monsignor Marco Ferrari, vescovo ausiliario di Milano, che celebrava la messa con la statua della Madonna pellegrina di Fatima, da domenica 29 maggio nella parrocchia dei padri Scolopi.  Anche padre Alberto Magrone appartiene all’ordine sacerdotale degli Scolopi, che ha nella sua vocazione proprio l’educazione. Nella parrocchia, padre Alberto tiene corsi di sostegno psicologico ed è responsabile di tre gruppi: Oratorio, Giovani e adolescenti, Culturale. Probabilmente le sue lezioni sul rapporto tra giovani e sessualità, e un recente incontro in cui si è parlato di omosessualità, non sono piaciute a qualcuno. «Chi è intervenuto nella chiesa non era del quartiere dice più di un testimone ma è chiaro che l’iniziativa dev’essere partita da qualche ragazzo che frequenta la parrocchia».
Il parroco non sembra comunque molto scandalizzato:
Presente in chiesa anche don Vittorio De Paoli, il parroco di via Piero della Francesca, responsabile della Madonna pellegrina di Fatima. «La gente ha avuto paura spiega don Vittorio ci sono stati spintoni durante un momento sacro, insulti contro la chiesa e i preti, una cosa molto brutta». Don Alberto preferisce smorzare le polemiche: «A una settimana dall’inizio delle attività estive con i bambini e i ragazzi del quartiere dice devo dedicare tutte le mie energie alla preparazione del periodo che mi attende. Faccio il mio dovere di sacerdote, m’impegno con tutte le mie forze a beneficio dei piccoli. Il mio nome è stato oggetto di protesta strumentale. È una scusa: si vuol colpire un’associazione e il suo operato. Chi lo ha fatto è del tutto indifferente a un confronto. Nulla di civile, purtroppo. Solo un agire vile».

"Basta con le scene di rapporti tra uomini all'università.



7 aprile 2011 - Libero racconta le lamentele di una madre di un’ alunna per le lezioni dell’ateneo di Verona. E il parroco: “Le coppie gay sono antisociali”.
Verona è cambiata. Così almeno la pensa Alessandro Gonzato di Libero, che racconta la metamorfosi presunta della città di Romeo e Giulietta, nella cui università si mostrano scene di sesso tra uomini mentre il Comune dà il patrocinio ai festival gay:
È lo stesso sindaco Flavio Tosi, uno che dai due maggiori circoli “rosa” della città, il “Pink” e l’“Arci – gay”, è stato accusato più volte di ordinanze “omofobe”, a patrocinare, il prossimo 5 maggio, in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia, uno spettacolo teatrale dal titolo “Divercity-Verona incontra la diversità”, un’opera che intreccia tormentati amori gay con la trama di Romeo e Giulietta.Ciò che fino a ieri sembrava una “bestemmia”, nella Verona leghista ed ultracattolica, ora è diventato realtà.
 A promuovere lo spettacolo, oltre al gruppo di salute e prevenzione Aids,sono l’ Arcigay ed il Milk, una nuova associazione che riunisce gay e lesbiche.
Non solo il teatro ma anche l’ università nella Verona leghista ed ultracattolica pare che si sia messa “al passo con i tempi”:
I suoi professori durante le lezioni di Filosofia Politica sembra parlino esplicitamente di omosessualità, di cambi di sesso, di transessuali, di gite a Casablanca e di eroine gay. Il tutto, pare, senza possibilità di contraddittorio. Qualcuno però sembra non apprezzare molto questo “new deal” nell’ insegnamento universitario. Sono gli stessi genitori degli studenti a ribellarsi. La madre di una studentessa, nella rubrica delle lettere del quotidiano “L’Arena”, si dice allibita per il tipo di lezioni a cui la figlia deve assistere. Lezioni in cui, denuncia la madre, «vengono proiettate scene di rapporti sessuali tra uomini». Ma per il preside di facoltà (Lettere e Filosofia), Guido Avezzù, tutto rientra nella normalità. Il preside invoca infatti il principio generale secondo cui «non esiste alcuna forma di censura sui contenuti dell’insegnamento universitario perché, come recita la Legge Gelmini, le università sono sede primaria di libera ricerca e di libera formazione nell’ambito dei rispettivi ordinamenti ».
Libero poi rimpiange i bei vecchi tempi dei leghisti arruffapopoli:
Sembrano passati secoli da quando in una seduta del consiglio comunale, a metà anni Novanta, l’allora consigliere del Carroccio Romano Bertozzo (nomen omen per un leghista della prima ora come lui) invocava la castrazione chimica per gli omosessuali. «Da castrare come dei capponi» aveva detto, per la precisione. In quella tumultuosa seduta consiliare che era seguita al riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali da parte del Parlamento europeo, gay e lesbiche vennero etichettati da alcuni esponenti del Centrodestra come “ammalati” e “contro natura”.
E il parroco dà prova di civiltà:
Ora, il sindaco Tosi, che ai tempi era consigliere comunale, commenta così : «A prescindere da quel documento e al di là della mia posizione personale, che fu di astensione, credo che un’amministrazione debba sempre essere da una certa parte, che è quella della democrazia. E come istituzione si ha il dovere di tutelare tutti e i diritti di tutti». Di parere contrario è invece il parroco di Bibione, in provincia di Venezia, don Andrea Vena, che chiede ai candidati sindaci di prendere posizione «pubblica ed esplicita» nei confronti dei gay e delle coppie di fatto, prima delle elezioni di maggio. «Le coppie dello stesso sesso – dice il parroco – sono antisociali».

"Il matrimonio gay?E' come sesso tra uomo e animali"



28 maggio 2011 - Una deputata francese denigra le unioni tra persone omosessuali, per poi ritirare le sue dichiarazioni dopo le dure critiche ricevute.
La parlamentare conservatrice francese Brigitte Barèges ha preso parola nel Parlamento francese per fare una grande rivelazione al mondo. Il matrimonio gay sarebbe equivalente al sesso tra gli animali e l’uomo. La simpatica parlamentare appartiene al partito di maggioranza relativa in Francia, l’ Ump di Sarkozy, membro del PPE a livello europeo. Un bel caffè con il suo collega di partito europeo Giovanardi sarebbe consigliato. Le dichiarazioni sono state poi ritirate via comunicato stampa. Era uno scherzo, anche se nessuno, chissà come mai, l’aveva capito.
I GAY SPOSATI? COME UN UOMO CHE FA SESSO CON GLI ANIMALI- La parlamentare francese è intervenuta nella commissione che discuteva di un progetto di legge socialista che prevedeva il diritto a sposarsi anche per i gay.
  In Francia esistono già i Pacs ma con questa nuova normativa si volevano concedere maggiori diritti, o semplicemente uguaglianza, alla comunità LGBT. Barèges allora è intervenuta chiedendo come mai nessuno proponeva anche il sesso tra uomini e animali, equivalente di un matrimonio gay. Il commento shock si è attirato, per fortuna, tantissime critiche, anche da esponenti dello stesso partito, l’Ump di Sarkozy. Jean-François Copé, il leader organizzativo della formazione conservatrice, ha definito inaccettabili simili dichiarazioni, che non rappresentavano in nessun modo la posizione del partito di maggioranza in Francia.  I socialisti invece hanno accusato l’Ump di continuare a giocare con l’omofobia.
 COMMENTO SCHERZOSO, MA DAI - Brigitte Barèges ha poi capito di averla fatta fuori dal vaso, ma non si è scusata. Prima ha dichiarato che “era uno scherzo, non ho niente di personale contro questa forma di relazioni sessuali tra adulti”, poi è uscita con un comunicato stampa nella quale ha ritirato le proprie dichiarazioni, fatte in un’aula parlamentare, rimarcando ancora una volta di non essere un’omofoba.  Il caos mediatico ha comunque fatto dimenticare che la proposta socialista di introdurre il matrimonio anche per le coppie omosessuali è stata bocciata dall’Ump.